ANVGD_cover-post-no-img

Trieste: celebrato il 53° del ritorno all’Italia

Un fitto programmi di avvenimenti istituzionali che hanno coinvolto in primis l’amministrazione comunale e il reggimento Corazzieri ha contraddistinto le celebrazioni organizzate a Trieste in occasione del 53.mo anniversario del ritorno all’Italia. L’avvenimento centrale della giornata è stato il conferimento, da parte del sindaco e dell’intero consiglio comunale riunito in seduta solenne, della cittadinanza onoraria – il riconoscimento il più alto che la Città possa attribuire – al “Reggimento Corrazieri”. La festa vera e propria ha avuto luogo nella simbolica piazza Unità d’Italia, dove sono intervenute numerose autorità tra le quali il prefetto Giovanni Balsamo, il sottosegretario agli Interni Ettore Rosato, l’on. Roberto Menia, il generale di Corpo d’Armata Libero Lo Sardo, il comandante Interregionale dei Carabinieri “Vittorio Veneto” con sede a Padova, il col. Mario Cinque, comandante del Reggimento Corazzieri, vari rappresentanti di associazioni combattentistiche e d’arma e i consiglieri comunali di Trieste. Una ventina anche i gonfaloni decorati di medaglia d’oro presenti alla cerimonia, che è stata scandita dalle note della Fanfara del III battaglione Carabinieri Lombardia e dalla marcia dei reparti interforze in armi, mentre anche il tempo piovoso riportava alla giornata di 53 anni fa. Ad intervenire per primo è stato il sindaco Roberto Dipiazza il quale ha esordito affermando: “Oggi, 26 ottobre 2007, Trieste celebra e festeggia il 53.mo anniversario del ritorno all’Italia, data che per noi rappresenta un luminoso simbolo di libertà. Una giornata – ha rilevato – che porta il ricordo della passione e del sacrificio di uomini che persero la vita in nome di un ideale alto e nobile: l’amore per la Patria e il diritto di essere italiani”.
Roberto Dipiazza ha ricordato quindi il legame di Trieste alla Patria ed il sacrificio delle medaglie d’oro Saverio Montano, Francesco Paglia, Piero Addobbati, Leonardo Manzi, Enrico Bassa e Antonio Zavadil, caduti mentre manifestavano per il ricongiungimento della città alla madrepatria. Il sindaco ha ancora sottolineato il significato del conferimento della cittadinanza onoraria ai Corazzieri “perché anche voi che avete l’alto compito della sicurezza del Presidente della Repubblica – ha detto – sappiate che Trieste vi sente parte della sua storia, fatta di sofferenze e di momenti difficili, ma anche della libera gioia di poter essere, oltre che sentirsi, la città più italiana d’Italia”. Anche il generale Lo Sardo nel suo intervento ha sottolineato il profondo legame tra la città, l’Italia e “la grande famiglia dei Carabinieri”. “L’Italia – ha detto Lo Sardo rivolgendosi a Trieste –, deve dirvi grazie per aver combattuto per la libertà e per due volte per l’unità del Paese”.
Dopo gli interventi il sindaco ha dato lettura al la motivazione della cittadinanza onoraria conferita al Reggimento Corazzieri: “In nome del vincolo che unisce il Corpo dei Corazzieri alla città, unica d’Italia ad aver visto per due volte il presidente della Repubblica scortato dall’Intero Reggimento a cavallo. Un onore che per Trieste rappresenta l’espressione simbolica di un vero sentimento di appartenenza alla Patria”. E oltre a queste motivazioni, impresse su una pergamena, Dipiazza ha consegnato al comandate di Corazzieri il sigillo della città e la bandiera di Trieste.
Da segnalare che la cerimonia del 26 ottobre aveva visto – prima del momento clou in piazza Unità d’Italia, con l’alzabandiera solenne e gli interventi ufficiali – la deposizione di una corona d’alloro sul monumento ai caduti sul colle di San Giusto. Verso le 17, dopo il concerto della Fanfara dei Carabinieri in piazza Unità d’Italia, la manifestazione si è conclusa con la cerimonia di ammaina bandiera solenne.

0 Condivisioni

Scopri i nostri Podcast

Scopri le storie dei grandi campioni Giuliano Dalmati e le relazioni politico-culturali tra l’Italia e gli Stati rivieraschi dell’Adriatico attraverso i nostri podcast.