Tornata a Pirano la pala di Vittore Carpaccio

05.09.2025 – Un pomeriggio di grande intensità emotiva ha segnato ieri Pirano, la culla dell’Istria, dove è tornata a splendere la celebre pala di Vittor Carpaccio nella chiesa di San Francesco. L’opera era stata restaurata e custodita dal 1943 fino ai giorni scorsi a Padova, presso la Basilica del Santo, per proteggerla dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale dopo un passaggio, nei tre anni precedenti, nella Villa Manin di Passariano. Un “ritorno” che ha richiamato un pubblico numeroso: la navata era gremita in ogni ordine di posto, con fedeli, cittadini e autorità schierati per assistere a un momento storico. L’afflusso di persone è stato tale che uno spettatore, colto da malore a causa del caldo opprimente, ha dovuto ricevere cure mediche sul posto, senza però gravi conseguenze.

La pala, realizzata all’inizio del Cinquecento, raffigura la Vergine con il Bambino tra i santi e rappresenta uno dei vertici del Rinascimento veneziano in Istria. La sua presenza restituisce alla comunità locale non solo un capolavoro artistico, ma anche un tassello importante del proprio passato veneziano, nonché della propria identità culturale e religiosa. Non stupisce, dunque, che l’emozione fosse palpabile: molti, al termine della cerimonia, hanno voluto avvicinarsi all’altare per un momento di raccoglimento silenzioso. 

Negli ultimi giorni, tuttavia, non sono mancate le polemiche a riguardo. Il ritorno della pala ha infatti riacceso discussioni legate alla storia complessa e dolorosa di queste terre, segnate dall’esodo della componente italiana e dalle fratture del Novecento. Da una parte, quindi, il desiderio di celebrare il recupero di un’opera d’arte che appartiene al patrimonio comune; dall’altra, le voci che hanno invitato a non dimenticare le sofferenze subite dagli italiani costretti a lasciare Istria, Fiume e Dalmazia nel dopoguerra, e il sentimento di ingiustizia che ancora oggi accompagna quella vicenda.

Il rientro della pala del Carpaccio diventa così occasione di riflessione non soltanto sul valore artistico dell’opera, ma anche sulla necessità di un dialogo sempre più sereno fra “esuli” e “rimasti”. In un contesto in cui le memorie divergenti rischiano di trasformarsi in nuove divisioni, la sfida è quella di coltivare uno sguardo che sappia tenere insieme passato e futuro.

Guardare avanti non significa dimenticare i torti subiti, né cancellare le pagine dolorose della storia. Al contrario, significa provare a trasformare la consapevolezza di quelle ferite in un terreno di incontro, dove il riconoscimento reciproco diventi la base per una convivenza più matura. La pala del Carpaccio, tornata a Pirano, può allora diventare non solo un tesoro artistico restituito, ma anche un simbolo di memoria condivisa e di speranza di riconciliazione.

Lorenzo Degrassi
Fonte: TriesteNews – 05.09.2025

Il telegiornale serale di Tele Capodistria ieri ha dedicato l’apertura alla ricollocazione della pala cinquecentesca “Madonna col Bambino, i Santi Ambrogio, Pietro, Francesca, Antonio, Chiara, Giorgio e due angeli musicanti”: significativa la dichiarazione dell’esule piranese Mario Ravalico (biografo tra l’altro del Beato Don Bonifacio) che ha visto in questo evento «un simbolo di pace», quella pace di cui oggi tanto si parla nel mondo.
https://www.rtvslo.si/rtv365/arhiv/175157004?s=tv

Radio Capodistria:
La Madonna del Carpaccio di nuovo a Pirano
https://www.rtvslo.si/capodistria/radio-capodistria/notizie/istria/la-madonna-del-carpaccio-di-nuovo-a-pirano/756588

La Voce del Popolo:

La Voce del Popolo – 05.09.2025

Europa Adriatica Nordest:
La Madonna di Carpaccio ritorna “dov’era” a Pirano: 500 anni di Patrimonio Culturale della Serenissima
https://adriaticeurope.org/2025/09/02/madonna-carpaccio-pirano-patrimonio-culturale-serenissima/

Serenissima News:
Il capolavoro del Carpaccio torna a Pirano in Istria 
https://www.serenissima.news/venetinet-sul-capolavoro-del-carpaccio-trasferito-a-pirano-istria/

Il Piccolo:

Il Piccolo – 05.09.2025
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