teatronaturale.it – 050507 – La storia dei confini al Salone del Libro di Torino

L'aoppuntamento è a Torino, dal 10 al 14 maggio, presso i luoghi espositivi del Lingotto. L’edizione 2007, con cui la Fiera del libro festeggerà i suoi vent’anni, avrà per tema conduttore i confini. Un motivo che consentirà di affrontare alcuni tra i problemi più scottanti della nostra epoca. Il confine è infatti ciò che segna un limite, e dunque separa, ma insieme unisce, mette in relazione. E’ il limite che bisogna darsi per cercare di superarlo. E’ la porta del confronto con noi stessi e con gli altri. E’ una linea mobile che esige una continua ridefinizione. Un concetto che la Fiera intende appunto declinare nella sua accezione di apertura e di scambio.

Il confine mette in gioco un’idea di polarità, di opposizioni chiamate a misurarsi, a rispettarsi e a dialogare. E allo stesso tempo ci rimanda l’immagine complessa, paradossale e contraddittoria del mondo d’oggi.
Primo paradosso: un mondo sempre più virtualizzato e globale sembrerebbe avere attenuato o addirittura abolito il concetto di separatezza, sostituito da quello di un gigantesco mercato, che consuma ovunque i medesimi prodotti. Eppure i confini cancellati dai mercati ritornano drammaticamente sia nella crescente divaricazione tra Paesi ricchi e Paesi poveri, sia nell’affermazione di esasperate identità locali, opposte le une e altre, che si risolvono in tensioni, conflitti, guerre di tutti contro tutti. Le divisioni etniche e religiose, lungi dal conciliarsi in un dialogo possibile, scatenano opposizioni sempre più radicali e devastanti, che si affidano al braccio armato dei terrorismi. La miscela di cosmopolitismo, globalizzazione e fanatismi locali produce nuovi recinti e innalza nuovi muri. Di qui anche le diversità tra il multiculturalismo di ieri e di oggi. Se ieri i flussi migratori tendevano a integrarsi nelle società d’arrivo (come nel caso degli italiani d’America), oggi i nuovi migranti tendono a isolarsi nelle grandi città dell’Occidente, in una spirale perversa di frustrazioni e risentimenti. Tipico è il caso di Londra, ma anche di Parigi, in cui i confini d’un tempo si sono trasferiti all’interno della città. Le periferie invadono i centri storici, ma non se ne fanno assorbire, restano delle enclaves. E’ andato in crisi anche il modello dello Stato-nazione, troppo esteso per assorbire movimenti regionalistici o localistici, e per garantire a tutti una rappresentanza equilibrata. Confini tracciati astrattamente sulla carta geografica, come nel caso dell’Irak, diventano dei contenitori di scontri senza remissione. A sua volta, l’integralismo religioso rappresenta un modello totalitario diverso da quello dei regimi autoritari tradizionali, e impone nuove analisi e nuove risposte.

Le città-ponte e i confini dentro le megalopoli

La Fiera 2007 declina il tema dei confini in alcuni grandi filoni. Il primo è dedicato agli aspetti storici, politici e sociali, e identifica due tipici casi di città di confine come luogo d’incontro e di ibridazione d’esperienze diverse.

Trieste, crocevia di popoli, la città di Svevo, di Saba, di Joyce, di Magris, e culla della psicoanalisi italiana. Ne parleranno Susanna Tamaro con Pino Roveredo, e Giorgio Pressburger con Mauro Covacich, ma anche gli scrittori sloveni Miroslav Kosuta, Boris Pahor e Alojz Rebula. E’ inoltre attesa una nutrita delegazione di scrittori sloveni.
Proprio da Trieste Riccardo Illy, autore del fortunato volume La rana cinese, porterà le sue riflessioni su un nuovo modello-Paese che consenta di affrontare la sfida globale che arriva soprattutto da Oriente.
Istanbul, ponte tra Occidente e Oriente, è la città di Nazim Hikmet e di Orhan Pamuk, già ospite della Fiera nel 2000. Ne parleranno con Silvia Ronchey, storica di Costantinopoli, gli scrittori Moris Fahri e Feridun Zaimoglu, il regista Ferzan Ozpetek con la sua attrice Serra Yilmaz. Ma si discuterà anche delle complesse questioni legate all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea con Lucio Caracciolo, l’opinionisxta francese Bernard Guetta, collaboratore di “L’Express” e “Le Monde”, Giuseppe Scognamiglio, responsabile dei rapporti istituzionali Unicredit, Mesut Yilmaz, ex-primo ministro della Turchia, e lo scrittore Feridun Zaimoglu. Al dibattito è atteso anche Massimo d’Alema.
Confini invisibili, ma invalicabili possono correre anche all’interno delle metropoli, segnando divisioni e opposizioni da cui scattano la scintilla della rivolta, o le trame del terrorismo fondamentalista. Il difficile rapporto tra centro e periferie troverà un’esemplificazione nei casi di Londra, Parigi e Napoli. Sono attesi gli interventi del senatore francese Jack Ralite, di Carlo Ossola, Cesare Martinetti e Rosa Russo Jervolino. Il “caso Londonistan” sarà discusso da Antonio Caprarica, Nafeez Mosaddeq Ahmed (il suo Guerra alla libertà, Fazi 2002, è stato definito da Gore Vidal “l’analisi di gran lunga migliore e più equilibrata sull’11 settembre”) e Tariq Ramadan, uno degli intellettuali islamici più influenti e controversi di questi anni.

Le “lezioni magistrali”

Il tema dei confini e dei limiti ispira una serie di riflessioni e metafore che comprendono anche i “non luoghi”, codificati da Marc Augé, che lunedì 14 maggio, in dialogo con Marco Aime sui confini dell’antropologia, concluderà una prestigiosa serie di “lectio magistralis” che avranno come protagonisti Predrag Matvejevic (“I confini delle nazioni, le frontiere delle culture”), Zygmunt Bauman (“Le Vespe di Panama. Una riflessione su centro e periferia”), Stefano Rodotà (“La vita e le regole”), Edoardo Boncinelli (“I confini del male”), Daniele del Giudice (“Finito/Infinito”), Julia Kristeva (“Il bisogno di credere”), Claude Raffestin (“Gli aspetti biologici e sociali dei confini”), Vittorio Sgarbi (i confini tra il bello e il brutto), Emilio Gentile (“Le religioni della politica, da Mussolini a Bush”), Valerio M. Manfredi (tutte le forme dell’epica), Corrado Augias (“A che cosa serve leggere”) e del cardinale Camillo Ruini, che interverrà sul tema “Teologia e cultura: terre di confine”.

Dei confini della democrazia discuteranno Luciano Canfora, Paul Ginsborg e Gustavo Zagrebelsky, mentre Claudio Magris parlerà con lo stesso Zagrebelsky di una Storia che non si lascia comprimere in percorsi prestabiliti.
Ancora: dove corrono i confini del difficile dialogo tra Occidente e Islam? Risponderanno Renzo Guolo, Paola Caridi, Fouad Khaled Allam e Igor Man. Mentre le nuove frontiere dei rapporti con l’Oriente saranno discusse da Renata Pisu e Federico Rampini, esperti osservatori del “caso Cindia”.

Nella vita d’ogni giorno non sono meno importanti i contorni delle nuove identità giovanili, come si riflettono anche nelle opere narrative (ne parleranno con Anna Oliverio Ferraris Gianfranco Bettin, Federico Moccia e Loredana Lipperini); o ancora, i confini di quel precariato che si è configurato come uno dei grandi problemi nazionali, e su cui porteranno la loro testimonianza gli scrittori che se ne stanno occupando (Tullio Avoledo, Andrea Bajani, Mario Desiati, Angelo Ferracuti, Aldo Nove). Infine una questione di non minor importanza: quali relazioni intercorrono tra la realtà e un mondo virtuale sempre più invasivo, che surroga i rapporti diretti in astrazioni che si rinchiudono su se stesse, in una sorta di autismo digitale? Sono attese su questo tema le risposte di Vittorino Andreoli e Mauro Covacich.
Dei confini di genere tra finzione e non finzione discuteranno Mauro Covacich, Massimo Gramellini, e Francesco Piccolo. II confini del buio in arte e letteratura è il tema suggestivo del nuovo libro di Paolo Mauri di cui parleranno Valerio Magrelli e Nico Orengo. Infine sui rapporti tra fede e ragione, laici e credenti intervengono Maurizio Ferraris, Piergiorgio Odifreddi, Gian Enrico Rusconi.

Anche il campo scientifico propone polarità affascinanti, come il rapporto tra il micro delle particelle elementari e il macro del cosmo, tra universo e mondo subnucleare, indagato con strumenti sempre più sofisticati, alla ricerca dei mattoni primi della materia e di una possibile spiegazione del Big Bang originario. Ne parleranno i fisici Stefano Fantoni, Franco Pacini e Pietro Frè, introdotti da Piero Bianucci.

LA LITUANIA, PAESE OSPITE D’ONORE 2007

La Lituania, nuovo confine dell’Europa a 25, porta a Torino una cultura sofisticata e in costante dialogo con le principali correnti del continente. Oltre alla letteratura (saranno a Torino una dozzina di narratori e poeti), la Lituania ha molte frecce al suo arco: la musica (eccellenti jazzisti), il barocco (particolarmente vicino alla nostra sensibilità, perché molti degli architetti che hanno lavorato a Vilnius e negli altri centri lituani erano italiani), e il teatro.

Atteso a Torino il regista Eimuntas Nekrosius, che ha recentemente portato in Italia il suo Faust, in dialogo con Franco Quadri. Jonas Mekas, da molti anni attivo a New York, maestro del cinema undergound e vero animatore del “New American Cinema”, verrà introdotto da Gianni Rondolino. Il Museo del Cinema dedica un ciclo al cinema Lituano.

Ma si parlerà anche di Europa, di cosa significa essere cattolici oggi (con il cardinale di Vilnius, Audrys Juozas Backis e Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose; di morte e rinascita del comunismo, con l’ex-premier lituano Vytautas Landsbergis, Marcello Flores, Silvio Pons e Andrea Romano. Paolo Fabbri, Massimo Leone e Kestutis Nastopka renderanno omaggio A.J. Greimas, uno dei fondatori della moderna semiologia. Irena Vaisvilaite, storica dell’architettura, parlerà dei confini orientali della grande arte barocca.

LINGUA MADRE

Il successo registrato dall’edizione 2006 di Lingua Madre, il progetto promosso dalla Regione Piemonte e dalla Fiera del Libro, ha rappresentato una delle note più positive della manifestazione. Un pubblico competente e appassionato ha accolto con autentico entusiasmo autori provenienti dalle culture extraeuropee, spesso poco conosciuti o addirittura ignoti, di cui ha saputo cogliere il valore.
Lingua Madre rappresenta oggi uno dei caratteri identitari della Fiera. E’ il luogo dell’incontro con culture lontane, che trasferiscono le loro radici e la loro identità originaria in lingue d’arrivo (per lo più l’inglese e il francese, ma ora anche l’italiano), creando un circuito virtuoso di ibridazioni e di scambi, di nuove potenzialità espressive.
La nuova sistemazione dell’Arena Piemonte ha facilitato gli incontri, e offerto uno spazio adatto anche ai complessi musicali, in larga parte extraeuropei, che lavorano nella stessa direzione dell’ibridazione di linguaggi ed esperienze.
La Regione Piemonte, nelle persone della Presidente Mercedes Bresso e dell’Assessore Gianni Oliva, sostiene nel modo più convinto l’iniziativa, che si espande lungo tre direttrici: la valorizzazione delle culture che si affacciano sul Mediterraneo, l’anglofonia (dalla Nuova Zelanda al Canada), e i momenti musicali, che risulteranno particolarmente spettacolari.

Per l’edizione 2007 saranno a Torino Sandra Cisneros (nata a Chicago da padre messicano e madre chicana), il maori Whiti Himaera (Nuova Zelanda), la vietnamita Monique Truong, che fa raccontare la celebre coppia Gertrude Stein-Alkice Toklas dal loro cuoco vietnamita; la cinese Wei Wei, affascinata dalla cultura francese, oggi a Parigi, rievoca un’infanzia durante la Rivoluzione Culturale. Mentre Lance Henson è un Poeta cheyenne tra i più rappresentativi della cultura dei nativi d’America Dall’Africa vengono la rhodesiana Tsitsi Dangarembga, anche drammaturga e regista; la sudafricana Sindiwe Magona con le sue dure storie di riscatto dal mondo dell’apartheid; Léonora Miano, camerunese trasferita a Parigi, racconta il difficile ritorno in patria. E’ una fuga in Occidente anche quella di Nathacha Appanah delle Isole Mauritius. Dall’India scrittori tra i più significativi: il torrenziale Tarun Tejpal, Bapsi Sidwa e Alka Saraogi, interpreti di un mondo che fa dolorosamente i conti con la tradizione. Sono indiani anche Anosh Irani, narratore di storie di bam bini in un orfanotrofio di Bombay, e Laila Wadja, che racconta le vicende della sua integrazione in Italia.
Dal mondo islamico arrivano Fouad Al-Takarli, patriarca della letteratura irakena; i marocchini Bensalem Himmish e Aldelkader Benali; e Maissa Bey, mentre la cambogiana Somaly Mam è diventata una protagonista della lotta contro lo sfruttamento della prostituzione infantile in Oriente. La siriana Maram el Masri interpreta i testi poetici che lei stessa ha messo in musica
L’israeliana Rina Frank, figlia di emigrati rumeni, racconta una saga famigliare nella Haifa degli anni ’50; mentre un altro israeliano, Alon Altaras si è integrato in Italia, dove insegna all’Università di Siena. Dalla Russia viene Mikhail Shisksin, oggi residente in Svizzera, e considerato uno dei più significativi narratori del suo Paese, mentre il nigeriano di Los Angeles Chris Abani, evoca il lato più violento, superstizioso e povero della metropoli americana; così come Alicia Gaspar de Alba racconta nei suoi romanzi-documento le stragi di giovani donne alla frontiera tra Messico e Stati Uniti. Ma il personaggio più atteso è sicuramente Ayaan Hirsi Ali, la scrittrice somala che si era rifugiata in Olanda, dove è stata eletta deputato nel partito laburista, e ha firmato il libro Non sottomessa, in cui critica con durezza
la condizione delle donne nella società islamica, e la sceneggiatura del film Submission di

Theo van Gogh, ritenuto blasfemo dai fondamentalisti. Il suo nuovo libro è in uscita da Rizzoli. Per motivi di sicurezza, la data dell’incontro con i lettori italiani non viene rivelata.

Il festival di Lingua Madre proseguirà a Siena dal 16 al 18 maggio, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune. Saranno ospiti della città toscana Chris Abani, Sandra Cisneros, Tsitsi Dangarembga, Witi Ihimaera, Sindiwe Magona, Maram al-Massri, Monique Troung, Wei Wei. Lingua Madre è anche un concorso letterario. Sono state oltre 200 le partecipanti della Seconda Edizione del Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre, indetto da Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile di Torino insieme a Regione Piemonte e Fiera Internazionale del Libro, aperto alle donne straniere, principalmente extraeuropee, residenti in Italia. Le tre vincitrici del 2007 sono Rosana Crispim Da Costa, brasiliana con il racconto Pazienza; Loredana Pislaru, rumena, con Il viaggio; Gabriella Kuruvilla, italo-indiana con Documenti. Giovanna Pini riceve il Premio Sezione Speciale dedicato alle donne Italiane, con il racconto Ancora un po’ di tempo. Le opere selezionate saranno pubblicate in un volume che verrà presentato alla Fiera del libro, dove si svolge la premiazione (cui parteciperanno le autorità locali e gli ambasciatori dei paesi di provenienza delle vincitrici) e verrà indetta la terza edizione del concorso.

GRANDI OSPITI DA TUTTO IL MONDO

A Torino per la Fiera 2007 il re dei best-seller, il sudafricano Wilbur Smith, conm il so nuovo romanzo ambientato nell’antico Egitto. Dalla Cina arriva Mo Yan, l’autore di Sorgo rosso, molto popolare anche in Italia, dove ha ricevuto il Premio Nonino. Dal Cile, Antonio Skármeta, l’autore del fortunato Il postino di Neruda; dalla Svezia, Per Olov Enquist; dall’Olanda, Arnon Grunberg; dagli Stati Uniti, Percival Everett; dalla Spagna Alicia Gimenez Bartlett; dalla Francia Tahar Ben Jelloun, Laurent Gaudé, Eric-Emanuel Schmitt e Denis Guédj con i suoi “gialli” matematici.
Nutrita anche la pattuglia degli autori italiani che comprende tra gli altri Corrado Augias, Franco Cardini, Gianrico Carofiglio, Giuseppe Culicchia, Claudio Magris, Dacia Maraini, Lorenzo Mondo, Alessandro Perissinotto.

Tra gli eventi più apprezzati dai visitatori del Lingotto, e che registrano una partecipazione più attiva, sono quelli che toccano i temi più scottanti della vita civile. Anche quest’anno non mancheranno dibattiti di ampio respiro: il convegno indetto dalla UTET sui diritti umani, la discussione sul libro di Pierluigi Battista, Cancellare le tracce, con Mirella Serri e Giovanni De Luna; Foibe rosse, macchie nere, con Guido Crainz, Frediano Sessi e Gianni Oliva. E ancora, si discuterà il nuovo libro di Bruno Arpaia, Per una sinistra reazionaria, con Luca Ricolfi e Marco Revelli; il masochismo dell’Occidente con Pascal Bruckner e Pietrangelo Buttafuoco; gli omaggi a Ryszard Kapuscinski (con Francesco Cataluccio, Wlodek Goldkorn e Gad Lerner) e ad Alex Langer; il dibattito sulle radici greche dell’Europa, con Massimo Cacciari e Giovanni Reale; i rapporti tra tecnologia e democrazia, con Luciano Gallino ed Ezio Mauro; la discussione sul futuro dei giornali di carta, con Vittorio Sabadin; come resistere nella palude di Italiopoli, con Olivero Beha. Di spicco l’evento dedicato a Primo Levi e ai libri della dignità umana, in cui intervengono Walter Barberis, Marco Belpoliti, Enzo Bianchi, Giovanni Conso, Carlo Ossola. A Primo Levi sono anche dedicate le letture nell’Arena Bookstock, per la regia di Gabriele Vacis.

I MOMENTI DI SPETTACOLO

Di particolare rilevanza per l’edizione del ventennale i momenti di spettacolo. L’incontro con Dario Fo; le letture dall’Eneide di Vittorio Sermonti; Don Chisciotte e gli Invincibili, il fortunato spettacolo di Erri De Luca e Gian Maria Testa; lo spettacolo di e con Massimiliano Finazzer Flory, L’altro viaggio di Rainer Maria Rilke; le performances jazzistiche nell’ambito degli eventi lituani; Moni Ovadia con le barzellette con cui l’Unione Sovietica rideva del regime; Bluetrane, il concerto in ricordo di John Coltrane organizzato da Minimum Fax, con Furio De Castri e Emanuele Cisi. L’evento di chiusura, lunedì sera, vede in scena Luciano Ligabue con il suo nuovo libro + dvd Parole e canzoni, con Vincenzo Mollica. Nel cartellone musicale che accompagna Lingua Madre spicca giovedì sera il concerto degli Inti Illimani, in programma domenica, All’inferno e ritorno. Viaggio nella passione juventina da un testo di Giovanni De Luna: un anno dopo la primavera maledetta del 2006 in scena le passioni, le sofferenze e l’orgoglio dei tifosi con uno spettacolo curato da Juventus F.C. e Fiera del Libro, in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino. Nei giorni della Fiera si festeggeranno anche gli ottant’anni di Guido Ceronetti e Carlo Fruttero, mentre Dario Franceschini, Diego Marani ed Elisabetta Sgarbi evocheranno tra parole e immagini la loro Ferrara. Alain Elkann, Dacia Maraini e Antonio Scurati ricorderanno Alberto Moravia a cent’anni dalla nascita e Enzo Siciliano, scomparso un anno fa.

LA SERATA INAUGURALE MODELLO BOOKSTOCK

Il successo della notte bianca di Bookstock, che ad aprile 2006 ha aperto l’anno di Torino Capitale Mondiale del Libro, ha confermato la bontà della formula che coniuga reading e momenti musicali in un vero spettacolo che ha affascinato migliaia di spettatori. Sarà dunque il modello Bookstock a ispirare anche la serata inaugurale di mercoledì 9 maggio che si terrà nel padiglione 5 del Lingotto, proprio là dove la Fiera si svolge. Ospiti di prestigio, letture emozionanti, musica, costituiranno la migliore ouverture della edizione 2007: a tenere a battesimo la Fiera dei Vent’anni sarà Umberto Eco. Marino Sinibaldi conduce, Gabriele Vacis cura la regia. I biglietti, gratuiti, saranno in distribuzione per il pubblico dal 2 maggio presso Atrium, in piazza Solferino.

I CONVEGNI PROFESSIONALI

All’indagine promossa dall’AIE e dall’ISTAT è dedicato il convegno che analizza i risultati dell’indagine quinquennale sulla lettura in Italia, venerdì 11 maggio.
Gian Arturo Ferrari, direttore generale dell’Area Libri Mondadori, terrà una lectio magistralis sul mestiere di editore.
ALI e la rivista Bookshop promuovono due dibattiti: il fenomeno, ancora in evoluzione, dei libri in edicola 2002-2006 e nuovi ipotesi di accordi commerciali tra editori e librai:, dal titolo molto esplicito: “La libreria finanzia gli editori?”. Ancora a cura dell’ALI, l’incontro sulla nuova scuola per librai inaugurata ad Orvieto. Il convegno promosso dal Premio Alassio Centolibri. Un editore per l’Europa, e coordinatori da giuliano Vigini, è dedicato alle nuove vie del commercio librario e alle sfide che attendono le librerie.
Il BIEF, Bureau international de l’edition francaise, organizza un incontro sulle traduzioni e sullo scambio di diritti tra Italia e Francia.

GLI APPUNTAMENTI SULLA TRADUZIONE

Anche la Fiera 2007 avrà tra i suoi punti di forza gli appuntamenti sulla traduzione curati da Ilide Carmignani.
Fra le novità, la proiezione di un suggestivo documentario di Pier Paolo Giarolo in cui i traduttori raccontano cosa accade quando un libro passa da una lingua all’altra (venerdì 11 maggio, ore 21.00, Sala Blu) e un “Invito alla traduzione letteraria” riservato a chi vuol scoprire i segreti di quest’arte fatta mestiere attraverso la ‘voce italiana’ di Ian McEwan, Susanna Basso. Nell’occasione, a Susanna Basso verrà conferito il nuovo premio alla traduzione intitolato a Nini Castellani Agosti (1913-2005), traduttrice di esemplare bravura dall’inglese, dal francese e dal tedesco, che nella sua lunga attività ha affrontato tra gli altri Jane Austen e Katherine Mansfield, Henry James e Stevenson, Edith Warthon e Kate Chopin (sabato 12 maggio, ore 15.00, Sala Madrid). Il Premio è stato voluto dalla famiglia Agosti e vede in giuria Paolo Bertinetti, Mariolina Bertini, Paolo Collo, Ernesto Ferrero e Luigi Forte. Tornano i consueti incontri professionali: Alessandra Bazardi (Harlequin-Mondadori), Ena Marchi (Adelphi), Beatrice Masini (Fabbri) e Cristina Prasso (Nord) discuteranno di come si modula l’approccio traduttivo all’interno della narrativa di genere (venerdì 11 maggio, ore 13.30, Sala Blu); Mariarosa Bricchi (BUR), Donata Feroldi, Barbara Lanati, Paola Mazzarelli e Antonio Prete parleranno della lingua del traduttore (sabato 12 maggio, ore 12.30, Sala Madrid); Isabella Camera d’Afflitto, Alessandra Lavagnino, Bruno Mazzoni e Fulvio Ferrari ci riveleranno gioie e dolori di chi traduce testi di letterature lontane dalla nostra cultura, come l’arabo o il cinese, o semplicemente dal nostro sguardo, come il rumeno e l’islandese (domenica 13 maggio, ore 12.00, Sala incontri Spazio Professionale BFB).

Info: http://www.fieralibro.it