Tavolo Governo-Esuli: l’incontro sul restituzioni e cimiteri

La Commissione mista italo-croata, dopo due riunioni ha sospeso il dibattito sulla restituzione dei beni agli Esuli e dal 2003 non ci sono stati altri sviluppi. La denuncia arriva dal Tavolo di coordinamento Governo-Esuli riunitosi il 16 maggio a Roma presso il Ministero degli Affari Esteri. Ad accogliere la delegazione il direttore Generale per i Paesi dell’Europa, Laura Mirachian, l’Ambasciatore Andrea Mochi Onory, il futuro Ambasciatore italiano a Zagabria (la nomina è di qualche giorno fa), Alessandro Pignatti ed altri diplomatici dell’Amministrazione. La delegazione degli Esuli era composta dalla Federazione con Andreicich, Codarin, Toth, Brazzoduro, Micich, Mazzaroli, Ladillo, de’ Vidovich, Ricciardi, Varisco, Lacota, Stefani, Delbello, Politeo e Rovis per l’Associazione delle Comunità Istriane.
Due i temi all’ordine del giorno: restituzione e cimiteri. Il dibattito ha portato a focalizzare la comune richiesta di denuncia/revisione del Trattato di Roma del 1983 e della sua rinegoziazione così come ribadito dalla Federazione stessa nei nove punti programmatici alla base del suo impegno. Si tratta di un compito doveroso quanto urgente che, dopo tanto silenzio, è necessario riesaminare per proporre possibili soluzioni entro breve termine anche alla luce del fatto che notizie di questi ultimi mesi confermano la vendita di terreni agricoli appartenuti agli esuli, da parte dei comuni dell’Istria meridionale, a prezzi irrisori.
Al Governo è stato chiesto di sollecitare la Croazia affinché adempia agli obblighi derivanti dalla sottoscrizione ed accettazione del Trattato di adesione all’Unione Europea.
Durante l’incontro, sono state quantificate le richieste di restituzione dei cosiddetti “beni abbandonati”. Le domande hanno avuto tutte esito negativo nonostante siano state presentate nei sei mesi di “varco” previsto dalla legge croata. Si tratta di circa 2.500 casi che potrebbero aumentare con una giusta informazione agli interessati.
Importante quindi – è stato ribadito – che riprendano con urgenza le trattative sia continuando il lavoro della Commissione mista o in altra forma idonea.
Completa ed esaustiva l’informazione anche sulla tutela dei cimiteri in Istria, Fiume e Zara, presentata dai rappresentanti dei comitati che si occupano della materia nei tre territori. Mentre per Fiume e Zara il lavoro è reso più semplice dalla concentrazione delle pratiche in oggetto, molto variegata e di non facile gestione è la situazione istriana – come dalla relazione del Presidente dell’IRCI, Silvio Delbello – vista l’estensione del territorio e la diversità delle situazioni da gestire. Un plauso a tutti è stato espresso per la notevole mole di lavoro portata avanti nel tempo, che ha permesso di salvaguardare le tombe storiche – veri e propri monumenti della civiltà locale -, ma anche di realtà specifiche come i piccoli cimiteri di campagna. E’ stato portato a termine il censimento delle tombe, lapidi, monumenti e si stanno realizzando dei lapidari in accordo con le municipalità. Un lavoro che va continuato e completato.