Storie di patriottismo dal Cadore all’Istria presentate dall’ANVGD Treviso

03.04.2026 – Lo scorso 27 marzo, presso la sala Fratello Sole a Treviso davanti ad un pubblico numeroso ed interessato si è tenuta una conferenza promossa dal Comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia con il patrocinio del Comune di Treviso che ha messo in evidenza suggestivi parallelismi tra il patriottismo del Cadore emerso già durante la Prima guerra d’indipendenza (1848-’49) e l’irredentismo istriano che si sviluppò dopo la conclusione delle vicende risorgimentali che non avevano portato alla completa unificazione d’Italia.

Introdotti dal Presidente dell’ANVGD Treviso Roberto Biffis, sono intervenuti il Senatore Roberto Menia (primo firmatario della Legge 92/2004 istitutiva del Giorno del Ricordo) e lo scrittore e saggista Bruno De Donà, accomunati dal fatto di avere padri cadorini e madri istriane. Sono intervenuti anche l’assessore comunale Gloria Sernagiotto e l’On. Marina Marchetto Aliprandi.

L’excursus storico è partito dalla figura di Pier Fortunato Calvi, animatore dei moti anti-austriaci allorchè nel 1848, l’anno della “Primavera dei popoli”, risorse la Repubblica di Venezia, per la cui difesa si mobilitarono anche volontari istriani e dalmati, riuniti sotto la bandiera con il leone di San Marco ma accompagnato dal Tricolore.

Irredentismo, Prima e Seconda guerra mondiale hanno visto compiersi la parabola dell’appartenenza dell’Istria all’Italia, giungendo al tragico epilogo delle stragi delle foibe compiute dai partigiani comunisti jugoslavi (con la connivenza degli esponenti locali del Partito comunista italiano) e dell’esodo giuliano-dalmata.

 

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