24.03.2026 – Incursore navale, patriota nato a Capodistria, Medaglia d’Oro al Valor Militare per le azioni compiute per la Regia Marina italiana. Un identikit che ben rappresenta Nazario Sauro (1880-1916), volontario irredento della Prima guerra mondiale, ma non solo. Trent’anni fa moriva esule a Trieste Spartaco Schergat, il quale aveva le medesime caratteristiche, ma si cimentò nella Seconda guerra mondiale.
Come si legge nella sezione Marina Militare del sito internet del Ministero della Difesa, «nacque a Capodistria il 12 luglio 1920. Volontario nella Regia Marina dal marzo 1940, ed assegnato alla categoria Palombari, al termine del corso sostenuto presso la Scuola C.R.E.M. di San Bartolomeo (La Spezia) e brevettato palombaro, a domanda, passo nella X Flottiglia MAS quale Operatore dei mezzi speciali d’assalto.
Partecipò alle missioni di forzamento di Gibilterra del maggio e del settembre 1941 e all’impresa di Alessandria dell’alba del 19 dicembre dello stesso anno quando, 2° operatore del “maiale” condotto dal Capitano G.N. Antonio Marceglia (nato a Pirano nel 1915, ndr), portò il carico di esplosivo sotto la corazzata inglese Queen Elizabeth che, per lo scoppio della carica, affondò all’alba del 19 dicembre 1941.
Fatto prigioniero e condotto nel campo inglese n. 321 in Palestina, nell’ottobre 1944 rientrò in Patria partecipando alla guerra di liberazione nel Gruppo Mezzi d’Assalto. Congedato nel novembre 1945, fu iscritto nel Ruolo d’Onore nel grado di 2° Capo».

L’incursione di Alessandria valse a Schergat la Medaglia d’Oro al Valor Militare, conferita il 31 agosto 1944 con la seguente motivazione:
Eroico combattente, fedele collaboratore del suo Ufficiale dopo averne condiviso i rischi di un tenace, pericoloso addestramento, lo seguiva nelle più ardite imprese e, animato dalla stessa ardente volontà di successo, partecipava con lui ad una spedizione di mezzi d’assalto subacquei che forzava una delle più potenti e difese basi navali avversarie, con un’azione in cui concezione operativa ed esecuzione pratica armonizzavano splendidamente col freddo coraggio e con l’abnegazione degli uomini.
Dopo aver avanzato per più miglia sott’acqua e superato difficoltà ed ostacoli di ogni genere, valido e fedele aiuto dell’Ufficiale; offesa a morte con ferma bravura, la nave attaccata, seguiva in prigionia la sorte del suo Capo, rifiutandosi costantemente di fornire al nemico qualsiasi indicazione; superbo esempio di ardimento nell’azione e di eccezionali qualità morali.
Alessandria, 18 – 19 dicembre 1941
Al termine del conflitto Schergat non potè fare ritorno alla natia Capodistria, rimasta sotto il controllo della nascente Jugoslavia comunista, a Trieste visse modestamente facendo lavori collegati alla nautica prima di venire assunto come custode all’Università degli Studi di Trieste. La Marina Militare gli intitolò una FREMM varata nel 2019, che però fu immediatamente venduta all’Egitto, ma una nuova fregata Schergat (anch’essa con il codice ottico F598) uscì dai cantieri navali nel 2023 al fine di rendere omaggio ad un figlio dell’Istria ed eroe d’Italia.
Lorenzo Salimbeni

