Si è svolto a Carpi il primo seminario formativo per docenti del 2026

14.01.2026 – Una panoramica sulla storia della frontiera adriatica, la visita del campo Fossoli, che è stato luogo di prigionia e deportazione prima e centro raccolta profughi in seguito, spunti di riflessione e nuove prospettive didattiche: spunti ed esperienze che hanno contribuito a formare i docenti dell’Italia centro-settentrionale che hanno frequentato a Carpi (in provincia di Modena) il primo momento formativo organizzato in questo 2026 dal Ministero dell’Istruzione e del Merito insieme alla Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati. I colleghi dell’Italia meridionale avranno occasione di svolgere un’analoga esperienza a Napoli a fine gennaio, mentre a breve si riunirà il comitato tecnico-scientifico che valuterà i lavori presentati da scuole di ogni ordine e grado di tutta Italia per il Concorso 10 Febbraio.

Lunedì 12 gennaio, dopo i saluti istituzionali, tra cui Sergio  Vascotto (presidente del Comitato provinciale di Modena dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e Renzo Codarin (Presidente di FederEsuli) sono stati affrontati i seguenti argomenti:

Irredentismo – Prof. Stefano Bruno Galli

I Guerra Mondiale – Prof. Fabio Todero

Foibe ed Esodo – Prof. Enrico Miletto

 

L’indomani la giornata è cominciata con la visita al Campo Fossoli, da cui partirono nella fase finale della Seconda guerra mondiale treni diretti ai lager nazisti e che in seguito fu anche Centro Raccolti Profughi per gli esuli giuliano-dalmati. In particolare dal 1954 al 1970 il limitrofo Villaggio San Marco, che necessiterebbe di un profondo intervento di riqualificazione per essere reso visitabile, diventò la casa per oltre 150 famiglie giuliane provenienti soprattutto dalla ex Zona B del Territorio Libero di Trieste, le quali dovettero ricomporre le loro vite lontano dalle terre d’origine. Il sito di Fossoli, così intimamente connesso con le vicende del Giorno della Memoria e del Giorno del Ricordo, è gestito da un’apposita Fondazione, la quale peraltro ha collaborato all’organizzazione del seminario.

La mattinata si è conclusa con gli ultimi interventi in programma:

Le ragioni del silenzio – Prof. Gianni Oliva

L’arte della memoria: l’importanza di un allestimento museale – Prof. Davide Rossi e Arch. Massimiliano Tita

 

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