12.09.2025 – Dopo l’inaugurazione del ristrutturato polo scolastico in lingua italiana ospitato dall’antico Collegio dei Nobili e la visita alla sede delle principali istituzioni della comunità italiana autoctona in Istria, la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Capodistria insieme al suo omologo sloveno Nataša Pirc Musar è proseguita nel pomeriggio dell’11 settembre con una seduta solenne del Consiglio comunale. A Palazzo Pretorio il Capo dello Stato ha evidenziato l’importanza che la pala d’altare cinquecentesca di Vittore Carpaccio “Madonna col Bambino, i Santi Ambrogio, Pietro, Francesca, Antonio, Chiara, Giorgio e due angeli musicanti” riveste come testimonianza della «profonda interconnessione tra la cultura e la storia dei nostri Paesi» ed è perciò «molto lieto» che sia ritornata nel convento francescano della limitrofa Pirano.
Si tratta peraltro del sito per cui l’opera era stata dipinta, e si è così realizzato un auspicio della Provincia italiana di Sant’Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali, che l’aveva presa in custodia nel 1943, durante l’imperversare della Seconda guerra mondiale e nel momento in cui i confratelli piranesi erano stati arrestati dei tedeschi dopo l’8 settembre. Dopo l’intervento di restauro che avverrà nelle prossime settimane a Lubiana, la pala tornerà definitivamente a decorare l’altare per il quale era stata pensata, all’interno di una chiesa che è stata recentemente restaurata in maniera ammirevole.

I due presidenti hanno quindi assistito ad un concerto d’organo nella cattedrale di Capodistria, ove era presente anche la delegazione della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati che ha preso parte ad alcuni degli eventi dell’intensa giornata. In particolare il presidente di FederEsuli Renzo Codarin ha illustrato a Mattarella insieme al parroco Primož Krečič le travagliate vicende dell’arca che custodisce i resti di San Nazario, patrono della città istro-veneta: «Le autorità jugoslave avrebbero voluto occultarla in nome dell’imperante ateismo di Stato ed in combutta con i nazionalisti sloveni, i quali sapevano quanto fosse radicata la devozione per San Nazario tra i nostri connazionali. Riuscirono solamente a sospendere lo svolgimento della processione in occasione della festa patronale dal 1955 in poi, da quando cioè per effetto del Memorandum di Londra Capodistria e la Zona B del mai costituito Territorio Libero di Trieste passarono sotto l’amministrazione civile della Jugoslavia comunista. Due anni fa questa tradizione è stata ripristinata e quest’anno ha coinvolto circa 4.000 persone».
Il Collegio dei Nobili di Capodistria e la pala di Pirano sono due opere che non solo hanno pregio architettonico ed artistico rispettivamente, ma anche testimoniano la presenza italiana in questo territorio fin dai secoli passati. Dove ci fu la plurisecolare presenza della Serenissima Repubblica di Venezia e lo Stato italiano potè restare solamente pochi anni, oggi c’è comunque una comunità italiana autoctona che è consapevole delle proprie radici, le nuove generazioni si interrogano sulla propria storia, sulla loro identità e su quei lontani parenti che hanno intrapreso la via dell’esilio e possono farlo in un contesto che non ostacola la loro curiosità intellettuale ed anzi dimostra di voler tutelare questa minoranza nazionale.
«Bisogna andare oggi a Capodistria, a Pirano e a Isola d’Istria per capire quanto l’atmosfera sia cambiata, in particolare riguardo gli italiani, anche gli esodati, i loro discendenti e le loro associazioni, non si può continuare a vivere di stereotipi e di pregiudizi – sottolinea Renzo Codarin – Chiaramente le ferite della guerra perduta e degli anni successivi sono nei nostri cuori insanabili, ma dobbiamo far sì che della nostra storia si parli con rispetto e sempre più consapevolezza anche nell’attuale Slovenia e che aiutiamo il più possibile il mantenimento di quello che rappresenta nell’arte, nella lingua e nella popolazione l’italianità e la venezianità delle nostre terre»
Lorenzo Salimbeni

L’emittente Radio Capodistria ha fornito un dettagliato resoconto di questa importante giornata, raccogliendo anche le impressioni del presidente di FederEsuli Renzo Codarin e del presidente della Fameia Capodistriana (l’associazione che raccoglie gli esuli da Capodistria) Piero Sardos Albertini:
Sul sito di Tele Capodistria è possibile vedere il documentario Il Collegio dei Nobili – quattro secoli di istruzione:
https://www.rtvslo.si/tv-capodistria/trasmissione/173250665
e anche la cerimonia d’inaugurazione dello storico edificio ristrutturato:
https://www.rtvslo.si/rtv365/arhiv/175158449?s=tv_ita





