Sede UdI chiude per lutto (Apcom 08 nov)

Roma, 8 nov. (Apcom) – Lunedì 10 novembre Palazzo Tonello, a Trieste, storica sede dell'Unione degli Istriani, sarà chiuso per lutto e tutte le attività associative e culturali della Libera Provincia dell'Istria in Esilio saranno sospese in occasione del 33esimo anniversario dei trattati di Osimo, siglati il 10 novembre 1975 da Mariano Rumor, ministro degli Esteri, ed Eugenio Carbone, direttore generale del ministero dell'Industria, per l'Italia e da Milo¿ Minic, ministro degli Esteri della Repubblica Federativa di Jugoslavia, che prevedevano sostanzialmente la cessione della sovranità sulla Zona B del Territorio Libero di Trieste.

"Come il Memorandum ha peggiorato il Trattato di pace, così Osimo ha peggiorato il Memorandum – sottolinea il presidente dell'Unione degli Istriani Massimiliano Lacota – In effetti quest'ultimo cedeva a Tito la Zona B e il diritto di proprietà sui beni degli Esuli nei territori ceduti, ma in cambio otteneva Trieste e la cancellazione del debito di guerra. In pratica, c'era nel Memorandum uno scambio diretto immediato e bilanciato". Con Osimo, invece, l'Italia rinunciava definitivamente e concretamente alla Zona B e praticamente "regalava alla Jugoslavia i beni degli esuli della Zona B nonché le acque profonde di accesso al porto di Trieste"

In cambio, ma rimasti solo sulla carta, "avrebbe dovuto ottenere i 110 milioni di dollari per la svendita dei beni della Zona B, la Zona franca mista dove la Fiat avrebbe prodotto pezzi di ricambio con manodopera jugoslava a bassissimo costo e l'inscindibile Accordo per la Cooperazione Economica che avrebbe fatto della Jugoslavia un protettorato economico dell'Italia. Ma come sappiamo – aggiunge Lacota – le crescenti e temute incertezze successive alla scomparsa di Tito fecero sì che tutti i benefici concreti che l'Italia si aspettava sono rimasti sulla carta. Nonostante ciò Osimo nonè stato denunciato dall'Italia, anzi il ministro degli Esteri Ruggiero lo ha messo nella lista dei pacta sunt servanda".

Con l'Accordo di Roma del 1983 e con il riconoscimento nel 1992 delle neonate repubbliche di Slovenia e Croazia ed, infine, con la rinuncia del 1995 di ogni veto contro l'ingresso in Europa della Slovenia, linea mantenuta di conseguenza con la Croazia in tempi più recenti, l'Italia "confermava di voler tradire, ancora una volta, gli esuli adriatici. In conseguenza di ciò – conclude Lacota – come ogni anno il 10 novembre le bandiere sulla sede deserta dell'Unione degli Istriani in via Silvio Pellico saranno abbrunate ed a mezz'asta per l'intera giornata".