Rovigno: 1.400 toponimi italiani (Il Piccolo 07 dic)

ROVIGNO Millequattrocento toponimi rovignesi, suddivisi fra la città vera e propria, le frazioni dell’entroterra e quelle della costa, raccolti in una pubblicazione di 450 pagine e quattro cartine topografiche dell’area rovignese di epoca austroungarica, del Regno d’Italia e della ex Jugoslavia. Una ricerca durata 50 anni.

Questi i numeri del volume «La toponomastica di Rovigno d’Istria», presentato venerdì sera nel centro multimediale della località istriana. L’autore è Giovanni Radossi, direttore del Centro di ricerche storiche dell’Unione italiana, istituto che quest’anno celebra il 40esimo anniversario della fondazione.

L’opera contiene centinaia di nomi locali della tradizione rovignese (istriota), presentati in ordine alfabetico, riguardanti notizie precise su vie, calli, valli, località campestri o marittime. I toponimi vengono riportati nella grafia fonetica internazionale (ad esempio in dialetto rovignese «Fuoibe da Monto Muleîni» – Foibe di Monte Mulini) che consente di mantenere l'autenticità e la riconoscibilità del nome nell’uso comune. Nel corso della presentazione Radossi ha raccontato la genesi dell’opera (nata dalla tesi di laurea conseguita all’Università di Zagabria-Facoltà di italianistica) nel 1958, aggiungendo anche curiosi aneddoti che ne hanno accompagnato la stesura nel corso di cinque decenni. Durante la serata sono intervenuti il vicedirettore del Centro Marino Budicin, che si è soffermato fra le altre cose sul 40esimo anniversario del Centro di ricerche storiche, ricordando l’attività editoriale dell’istituto che conta su ben 192 volumi, e l’ex direttore del Museo Civico di Rovigno Antonio Pauletich, che ha illustrato le particolarità di alcuni toponimi. Infine, l’intervento , del presidente della giunta dell’Unione italiana Maurizio Tremul che, sottolineando l’importanza «della toponomastica che parla della storia di queste terre», ha ricordato la situazione di difficoltà finanziaria, che comporterà tagli da parte dello Stato italiano di circa il 30% dei finanziamenti alla minoranza dell’Istria, del Quarnero e della Dalmazia. La cerimonia è stata seguita da circa 250 persone (fra i quali c’era anche Sandro Rossit dell’Upt) ed è stata accompagnata dall’esibizione del coro della Comunità italiana presieduta da Elio Privileggio.