30.09.2026 – A quattro anni dalla morte di Licio Damiani c’è stata una sentita cerimonia religiosa officiata da Monsignore Luciano Nobile per ricordare il grande lussignano e giornalista della RAI. La santa messa è stata celebrata mercoledì 16 settembre 2026 in Duomo a Udine. Hanno presenziato al rito religioso vari insegnanti, giornalisti, architetti e storici dell’arte. In prima fila c’era la vedova Annamaria Verbi con la bandiera dell’Istria. Hanno partecipato, tra gli altri, la professoressa Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, Loris Michelini, consigliere comunale, la pittrice Margherita Bonina e la professoressa Eva Ebner.
C’erano naturalmente i discendenti di Licio Damiani come il figlio Stefano, giornalista de «La Vita Cattolica» di Udine, che ha letto le preghiere dei fedeli, la figlia Sabina, i nipoti e parenti vari. C’era l’avvocato Giorgio Damiani, figlio di Gabriele Damiani, fratello di Licio. Si ricorda che nel periodo 1977-1980 Gabriele Damiani è stato vice presidente del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, sotto la presidenza dell’indimenticato ingegnere Silvio Cattalini, esule di Zara.

Era presente in Duomo una delegazione dell’ANVGD Udine, guidata dal professore Elio Varutti, del Consiglio Direttivo del sodalizio, in rappresentanza della presidente Bruna Zuccolin, impegnata altrove. Poi c’erano Eda Flego, esule di Pinguente, l’architetto Franco Pischiutti (con parenti di Fiume), la pittrice Alessandra Candriella, di avi istriani, la cantante lirica Mirna Pecile, Giorgio Gorlato, esule di Dignano d’Istria e Graziella Brusin.
La santa messa è stata impreziosita dalla Corale Orchestrale “Santa Cecilia”, il prestigioso complesso vocale e strumentale che anima le liturgie solenni nella millenaria Basilica di Sant’Eufemia a Grado, provincia di Gorizia. La Corale gradese ha eseguito magistralmente la messa di Giovanni Battista Candotti (1809–1876), oltre al commovente canto tradizionale “Madonnina del mare”. Al termine della cerimonia Stefano Damiani ha letto alcune righe dal Diario del papà, per ricordare la sua meraviglia nell’ascoltare il canto tradizionale della “Madonnina del mare” nella chiesa di Grado, col ritornello cantato in massa dai fedeli presenti, oltre alla stimata Corale di “Santa Cecilia”.

Italiano ed esule due volte, Licio Damiani si spense a Udine il 16 settembre 2022. Apprezzato critico d’arte e bravo giornalista, era nato il 26 aprile 1935 a Lussinpiccolo, nel Regno d’Italia. Come ha scritto Bruno Bonetti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine, «i Damiani erano originari di Curzola (oggi in Croazia: Korčula), isola dalmata situata tra Spalato e Ragusa. Le loro famiglie italiane subirono l’esodo del 1920, dopo il Trattato di Rapallo che assegnò l’isola di Curzola al Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. I Damiani allora si trasferirono a Lussinpiccolo, assegnata all’Italia. Poi nei primi anni Quaranta e, soprattutto, in seguito alle violenze titine, ci fu il secondo esodo verso Trieste e il Friuli, terra d’adozione. La famiglia Damiani era molto vicina all’ANVGD di Udine, frequentando le cerimonie religiose, culturali e patriottiche».
Licio Damiani fu una penna d’oro, scrisse di arte con una rara proprietà di linguaggio, incuriosendo il lettore inesperto. Aveva 87 primavere, per anni era stato caposervizio nella sede RAI del Friuli Venezia Giulia. Dal 1997 collaborava con il Messaggero Veneto, quotidiano di Udine e Pordenone. Laureato in giurisprudenza a Trieste, Licio Damiani si appassionò presto alla critica d’arte condivisa con la professione giornalistica. Professionista dal 1964, fu assunto in Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in veste di caposervizio dell’Ufficio stampa e responsabile della redazione di Udine. Nel 1985 passò in RAI alla Tgr del Fvg, curando fino al 1997 le notizie del panorama friulano, con la preferenza per i temi d’arte e cultura. Per anni fu responsabile della rubrica domenicale di agricoltura “Vita nei campi”. I suoi corsivi per la trasmissione sono stati raccolti di recente in un volume. Membro dell’Associazione internazionale dei critici d’arte, ha sempre continuato le sue geniali collaborazioni giornalistiche.

È assai vasta la produzione saggistica di Licio Damiani con due caposaldi: uno dedicato all’arte del Novecento in Friuli e il secondo al Liberty e gli anni Venti. Nel 2007 pubblicò “Arcipelago della memoria”, per La Nuova Base di Udine. Si tratta di una serie di intensi racconti ambientati sull’Isola di Lussino. L’opera è una riedizione aggiornata ed ampliata del suo precedente libro intitolato “Paura di Vera ed altri racconti”, del 1972. Quella di Licio Damiani sul tema dell’Istria è un’interessante scrittura della memoria che diventa anche testimonianza unica e irripetibile, come spiegò la critica Maria Carminati.
Fonte: ANVGD Udine
