21.07.2026 – Nel Duomo di Udine il 12 luglio 2026 c’era anche una delegazione del Comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – ANVGD, guidata dal professor Elio Varutti, con il labaro del sodalizio, in rappresentanza della Presidente Bruna Zuccolin. La solenne celebrazione religiosa dei Santi Ermacora e Fortunato è stata officiata dall’arcivescovo metropolita di Udine, monsignor Riccardo Lamba, diffondendo ai numerosi fedeli messaggi di speranza, con citazioni di Sant’Agostino e del Vangelo di Luca.
In prima fila, tra molte autorità militari e civili, c’erano il sindaco Alberto Felice De Toni, la professoressa Paola Del Din, medaglia d’Oro al Valor militare della Brigata Osoppo, con i suoi 102 anni suonati, il Corpo delle Crocerossine, i Donatori di sangue e Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO. Alcune preghiere della Santa messa sono state lette in lingua friulana e slovena, a significare l’unità del popolo di Dio nelle sue componenti culturali e linguistiche. È stata letta con grande devozione anche la sequenza in latino dell’antico rito aquileiese: “Plebs fidelis Hermacorae”.

I Santi Ermacora (vescovo) e Fortunato (diacono) sono i patroni principali del Friuli Venezia Giulia, di Udine, Gorizia, Aquileia, Grado e comprotettori di Lubiana. La loro storia si colloca nel I secolo d.C. (60-70 d.C.) sotto l’impero di Nerone. Fu un’epoca segnata dalle prime persecuzioni anticristiane. Operando nella strategica città di Aquileia, i due Santi strutturarono la Chiesa locale, fondata dall’evangelista Marco, prima della sua missione ad Alessandria d’Egitto. Convertirono gran parte della popolazione locale dal paganesimo e organizzarono i primi aiuti per poveri e perseguitati. Arrestati per aver rifiutato i sacrifici agli dei pagani, vennero torturati e decapitati. Il loro martirio rinforzò la fede nella regione, ponendo le basi per il futuro Patriarcato di Aquileia, che arrivava fino all’Istria di Parenzo e Pola. Fu segnata allora l’identità culturale e religiosa di quelle terre, conquistate in seguito dal dominio di Venezia. Anche il nome del comune austriaco di Hermagor-Pressegger See, menzionato per la prima volta in un documento del 1169, deriva da Sant’Ermacora, primo vescovo e patrono del Patriarcato di Aquileia, cui era soggetta pure quella zona della Carinzia nell’Alto Medioevo.
Al termine della liturgia, la folla presente in cattedrale su indicazione del parroco monsignor Luciano Nobile, molto vicino agli esuli giuliano-dalmati, si è spostata sul sagrato per assistere alla benedizione arcivescovile della città. Erano presenti le parrocchie e le confraternite con le loro croci astili addobbate dai tradizionali nastri multicolori.
Fonte: ANVGD Udine

