Raccontare a teatro la storia dell’Esodo giuliano-dalmata

19.06.2026 – Il teatro, forma di espressione artistica catartica, luogo di rappresentazione di grandi tragedie e di piacevoli commedie, palcoscenico di attori capaci di trasmettere emozioni. Coordinate entro le quali le vicende del confine orientale possono benissimo essere narrate e contestualizzate. Eppure siffatte opere teatrali non sono mai state sistematicamente studiate. A colmare tale lacuna ci ha pensato la dottoressa Tiziana Sauco, figlia e nipote di esuli istriani, la quale ha dedicato la sua Tesi di Laurea all’argomento e dopo averla brillantemente discussa l’ha poi pubblicata con il titolo di L’Istria alza il sipario. Storie teatrali dell’Esodo (Eclettica, Massa 2026).

Tale pubblicazione (https://www.ecletticaedizioni.com/newsite/prodotto/listria-alza-il-sipario-storie-teatrali-dellesodo/), sostenuta dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, è stata presentata in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati su iniziativa dell’On. Nicole Matteoni, deputata di origine istriana ed estremamente sensibile nei confronti di tutto ciò che attiene la storia della frontiera adriatica. Sauco ha spiegato che non è stato facile fare accettare alla relatrice l’argomento, in quanto mancava completamente una letteratura di riferimento, ma la passione e l’entusiasmo che sono stati riversati nella stesura del lavoro hanno compensato e convinto: «Il mio amore per l’Istria e la riconoscenza nei confronti di mio padre e dei miei nonni paterni, passati da Parenzo al Centro Raccolta Profughi di Marina di Carrara, hanno conferito al lavoro la stessa carica emotiva che conferisce la visione di un’opera teatrale: così si è espressa la mia docente quando finalmente ha accettato la tesi». Preziosi sono stati poi i supporti forniti per la ricerca dall’allora Presidente di FederEsuli Antonio Ballarin e dalla giornalista Viviana Facchinetti.

Questo grande trasporto emerge anche dalla lettura delle pagine di L’Istria alza il sipario!, che non è un banale elenco di opere teatrali di narrazione, poiché ciascuna viene analizzata e sviscerata nei suoi contenuti più intimi ed emozionanti: «Oltre al celeberrimo Magazzino 18 di Simone Cristicchi, vengono passate in rassegna opere teatrali che possono parimenti avere una grande valenza didattica – ha evidenziato Lorenzo Salimbeni, responsabile comunicazione dell’ANVGD – Interessante l’opera di radioteatro Quell’enorme lapide bianca: nell’era dei podcast e degli audiolibri, è un genere che potrebbe tornare di attualità».

È quindi intervenuta Luisa Trevisi, specializzata nella realizzazione di opere teatrali destinate principalmente ai giovani con finalità didattiche: «Ho iniziato occupandomi di storie legate al Giorno della Memoria ed alla Shoah, poi ho scoperto la storia del confine orientale italiano ed ho capito l’importanza di diffonderla e di farla conoscere anche attraverso le nostre produzioni». Mili muoi… L’esodo dei miei è in tal senso l’opera che con maggiore successo viene portata nelle scuole, ma anche nei teatri durante eventi collegati al Giorno del Ricordo e perfino presso le Comunità italiane in Istria e Carnaro: «Ciò che mia nonna esule da Neresine mi ha soprattutto trasmesso con riferimento alla sua terra d’origine sono state le canzoni. Musica e canzoni sono alla base di questo spettacolo che riscuote interesse tra giovani e meno giovani» ha spiegato l’attore Carlo Colombo, il quale porta in scena il suo vissuto famigliare.

Sull’importanza del teatro come strumento formativo e vettore capace di veicolare storie complesse come quella della frontiera adriatica si è poi soffermato Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume con sede a Roma al Quartiere Giuliano-Dalmata: «Sono appena tornato da Fiume, ove si è svolto un raduno di esuli che hanno realizzato iniziative culturali assieme alle istituzioni cittadine ed alla comunità italiana locale: la nostra storia è sempre più conosciuta e se ne parla in sempre più ambiti. Ben vengano opere teatrali che contribuiscono alla nostra causa».

Dopo un breve intervento dell’editore Alessandro Amorese, ha tratto le conclusioni dell’incontro lo scrittore ed ex Presidente del Comitato 10 Febbraio Emanuele Merlino, il quale ha auspicato che il libro della Sauco possa trovare la più ampia diffusione per invogliare un pubblico sempre più vasto a seguire il teatro di narrazione che si occupa di questi argomenti e che sempre più autori attingano per le loro opere all’enorme bagaglio di storie che le vicende dell’italianità adriatica possono offrire. [LS]

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