Quirinale: i 22 riconoscimenti consegnati da Napolitano

Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano ha consegnato 22 medaglie d’oro ai familliari delle vittime delle Foibe durante la cerimonia al Quirinale in occasione della Giornata del Ricordo.

Uno dei riconoscimenti è andato all’ex prefetto di Trieste Anna Maria Sorge in memoria del padre Marco, nativo di Sant’Egidio Val Vibrata (Te). Brigadiere dei carabinieri, in servizio a Gorizia, venne catturato nei primi giorni del maggio 1945 e da allora scomparve, verosimilmente infoibato.

A Francesco Adamo in memoria del padre Emilio, di Ripi (Frosinone), guardia di pubblica sicurezza. In servizio presso la Questura di Gorizia, fu prelevato il 3 maggio 1945 dalle milizie titine. Verosimilmente gettato nella foiba di Tarnova (Gorizia).

A Concetta Barca in memoria del congiunto Ottavio Querincis, nativo di Trieste. Il 22 aprile 1944 fu catturato presso Duttogliano. Da allora nessuna notizia.

Ad Anna Buricchi in memoria del padre Gino, di Radicofani (Si), vicebrigadiere di Ps. In servizio presso la Questura di Fiume, il 3 maggio 1945 venne catturato da partigiani titini. Fu soppresso mediante fucilazione.

A Guido Costa in memoria del padre Ermenegildo, nativo di Zara. Fu catturato a Zara dalla polizia segreta jugoslava nei primi giorni di novembre del 1944. Verosimilmente fucilato.

A Stefania Farinatti in memoria del padre Antonio, di Migliaro (Fe), maresciallo Capo della Guardia di Finanza. Fu prelevato dalla propria casa una sera del settembre 1943 da partigiani titini. Infoibato a Vines.

A Gustavo Fogagnolo in memoria del padre Luigi, nato ad Arquà Polesine (Ro), capostazione. In servizio alla stazione di Gorizia Montesanto, venne prelevato il 12 maggio 1945. Da allora nessuna notizia.

A Bruna Galante in memoria del padre Giuseppe di Visinada. Scomparso mentre si recava al lavoro nel settembre 1944 a Trieste, ne furono trovati i resti nell’anno 1959 in una foiba nei pressi di Padriciano.

A Nello Galante in memoria del padre Pietro di Visinada (Pola), agricoltore. Catturato a Visinada il 22 settembre 1943. Di lui non si seppe più nulla.

A Bianca Giana in memoria del padre Andrea, nativo di Roccaforte di Mondovì (Cn). Fu arrestato la notte del 3 maggio 1945 e deportato il giorno 5 maggio 1945. Da allora nessuna notizia.

Ad Adolfina Lucia Hodl in memoria della sorella Enrichetta, nata a Zagabria, studentessa. Residente a Fiume, fu arrestata il 4 giugno 1945. Da allora scomparsa.

A Fulvio Luciani in memoria del padre Bruno, nato a Trieste, agente di Pubblica Sicurezza. In servizio presso la Questura di Trieste, nel maggio 1945 venne arrestato e deportato. Di lui non si ebbero più notizie.

A Francesco Luxardo in memoria del congiunto Nicolò, nativo di Zara, industriale. Volontario pluridecorato della 1.a Guerra Mondiale ed ex deputato. Fu prelevato a Zara il 30 settembre 1944 e ucciso insieme alla moglie Bianca Ronzoni.

A Maria Alessandra Luxardo in memoria del padre Pietro di Zara, industriale. Reggente della Prefettura di Zara. Fu arrestato a Zara il 2 novembre 1944 e imprigionato. Risulta soppresso per annegamento il 12 novembre 1944.

A Clara Morassi in memoria del padre Giovanni, nativo di Gorizia, vice-podestà e Presidente della provincia di Gorizia. Prelevato dalla propria abitazione a Gorizia nella notte sul 3 maggio 1945 e incarcerato. Da allora non se ne seppe più nulla.

A Elio Rauni in memoria del padre Antonio, nativo di Visignano, Guardia di Pubblica Sicurezza. In servizio presso la Questura di Fiume, fu arrestato i primi di maggio del 1945. Verosimilmente fucilato a Grobniko il 15 giugno 1945.

A Giorgia Rossaro in memoria del padre Giorgio, nativo di Rovereto (Tn), ufficiale sanitario a Gorizia. Il 3 maggio 1945 fu rinchiuso nelle carceri di Gorizia. Poi più nessuna notizia.

Ad Aurelia Sabadin in memoria del padre Stefano, nato a Maresego. Prelevato dalla propria abitazione il 19 settembre 1943, veniva infoibato quattro giorni dopo nella zona di Pinguente.

Ad Alda Salata in memoria del fratello Domenico, nato a Orsera. Prelevato dai partigiani titini dalla sua casa il 15 maggio 1945, incarcerato a Parenzo. Da allora non si è più saputo nulla.

A Pietro Serrentino in memoria del padre Vincenzo, nativo di Rosolini (Siracusa), ultimo prefetto di Zara italiana. Recatosi a Trieste per continuare ad espletare la sua attività istituzionale di Capo della provincia, venne ivi arrestato il 5 maggio 1945. Fu condannato a morte per fucilazione a Sebenico il 15 maggio 1947.

A Giuseppe Sincich in memoria del padre Giuseppe, nativo di Fiume. Antifascista, esponente dell’autonomismo fiumano, fu prelevato dalla sua abitazione di Fiume il 3 maggio 1945 e passato per le armi.

A Antonio Toffetti in memoria del padre Domenico, nato a Dignano (Pola). Venne fucilato da partigiani titini il 23 maggio 1945 a Trieste. I suoi resti furono recuperati dalla foiba Plutone di Basovizza il 17 maggio 1947