Quando Benedetto Croce si oppose al diktat di Parigi

06.01.2026 – Mercoledì 7 gennaio alle ore 17:00 presso la sede del Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (via Duccio di Boninsegna, 21-23 – zona “Pagano” e “Buonarroti” – Metropolitana 1 Rossa) riprendono i consueti incontri  settimanali.

«Nel nostro primo incontro del 2026 discuteremo del profondo significato, storico, morale e politico del discorso che Benedetto Croce tenne il 24 luglio 1947 contro l’approvazione, da parte dell’Italia, dell’infausto trattato di pace che sancì la nostra dura condanna – anticipa Claudio Giraldi Presidente dell’ANVGD Milano – Significative e dirompenti le sue parole: “Io non pensavo che la sorte mi avrebbe negli ultimi miei anni riserbato un così trafiggente dolore come questo che provo nel vedermi dinanzi il documento che siamo chiamati ad esaminare”.»

Benedetto Croce, antifascista di lunga data, votò contro l’approvazione del Trattato di Pace del 1947 all’Assemblea Costituente, ritenendolo “ingiusto”, “pesantemente punitivo” e “lesivo della dignità nazionale”, pur comprendendo la necessità politica della ratifica per il governo De Gasperi; la sua opposizione fu motivata dalla ferma convinzione che l’Italia, pur sconfitta, non dovesse subire un trattamento così umiliante e che la superiorità morale dei vincitori non fosse giustificabile.

Benedetto Croce – Foto: storiadellafilosofia.net
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