Presentazione a cura dell’ANVGD Bologna di “Togliatti, Tito e la Venezia Giulia” di Micich

14.03.2025 – Lunedì 17 marzo alle ore 17:30 nel salone dell’Associazione Proprietà Edilizia (via Galliera 31/c – Bologna) si terrà la presentazione del libro di Marino Micich Togliatti, Tito e la Venezia Giulia. La guerra, le foibe, l’esodo 1943-1954 (Mursia, Milano 2025). L’iniziativa è promossa da Nastro Azzurro Bologna e dal Comitato provinciale di Bologna dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD).

Dopo il saluto di Davide Nanni, presidente Nastro Azzurro Bologna, e di Chiara Sirk, presidente Comitato di Bologna ANVGD, interverrà Sergio Dalla Val, psicanalista, cifrematico. Seguirà intervento di Corrado Calò, docente del Liceo Fermi, Bologna. Sarà presente l’autore. Iniziativa in collaborazione con la libreria Secondo Rinascimento. Saranno disponibili copie del volume.

«Il Partito Comunista Italiano sbagliò a tacere sull’Istria. C’è una grande responsabilità del PCI per il silenzio sull’esodo dall’Istria, da Fiume e dalle coste dalmate. Ciò accadde perché il confine ideologico è prevalso su quello geografico.» (Luciano Violante).

Durante il Secondo conflitto mondiale il PCI stabilì una stretta alleanza col Movimento Popolare di Liberazione Jugoslavo guidato da Josip Broz detto Tito, con un duplice scopo: puntare a sconfiggere i nazisti e i fascisti sul campo di battaglia e pensare agli sbocchi politici che si sarebbero palesati a guerra finita. Togliatti e i suoi dirigenti per avere l’appoggio di Tito sostennero più volte la cessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia.

Marino Micich pone in evidenza, in maniera originale e ben documentata rispetto ai rari e incompleti studi apparsi sull’argomento, le lotte politiche e diplomatiche sorte nello stabilire i nuovi confini italo-jugoslavi, descrivendo la posizione politica del PCI assunta al confine orientale, il progetto di rivoluzione comunista da estendere al resto d’Italia e i rapporti tra Togliatti e Tito. Sottolinea inoltre le responsabilità dirette e indirette di quella collaborazione politica nei confronti delle stragi di massa nelle foibe e dell’esodo di circa 300.000 italiani dalle terre istriane, fiumane e dalmate.

 

 

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