10.06.2026 – Almeno 200.000 passati attraverso i canali ufficiali dell’Opera Assistenza Profughi. Altri 100.000 esfiltrati attraverso canali non ufficiali, cercando l’aiuto di amici e parenti o trovando un immediato reinserimento nel tessuto sociale e lavorativo italiano. Migliaia di questi poi emigrati all’estero, in cerca di condizioni migliori rispetto alla disastrata Italia del dopoguerra, dimostratasi in difficoltà nel gestire l’emergenza umanitaria rappresentata dall’esodo giuliano-dalmata.
L’esodo, un processo a tappe, di lungo periodo, che comincia con la Seconda guerra mondiale in corso, quando quasi 20.000 dalmati abbandonano Zara devastata dai bombardamenti. Che prosegue con istriani e fiumani in fuga dalla Zona B della Linea Morgan, area affidata all’amministrazione militare jugoslava in attesa del Trattato di Pace ma di fatto già annessa alla nascente Jugoslavia comunista di Tito. Che con le opzioni previste dal Trattato di Pace del 10 febbraio 1947 raggiunge il suo apice, svuotando le province cedute dall’Italia alla Jugoslavia del 90% della comunità italiana autoctona. Che vive un’ultima fase nel 1954, allorchè la Zona B del Territorio Libero di Trieste viene ceduta alla Jugoslavia insieme ad una striscia della Zona A nell’entroterra di Muggia.
109 Centri Raccolta Profughi sparsi in tutta Italia accolsero in condizioni igienico-sanitarie precarie migliaia di nuclei famigliari che dovettero soggiornarvi anche per lunghi anni, scontrandosi spesso con la diffidenza iniziale e i pregiudizi degli abitanti della zona di insediamento, che nulla sapevano delle tragedie che avevano vissuto quei loro connazionali.
Istituto Nazionale Ferruccio Parri e Consiglio Nazionale delle Ricerche – Dipartimento di Scienze umane e sociali, patrimonio culturale (CNR-DSU), in collaborazione con la rete degli istituti associati alla Rete Parri, la Società di studi fiumani e l’Archivio Museo storico di Fiume (Roma), hanno promosso un progetto di ricerca sui centri di raccolta dei profughi giuliani e dalmati, per dare visibilità a una storia troppo spesso limitata alla dimensione locale, alla memorialistica delle associazioni degli esuli o addirittura obliata.
Il coordinamento scientifico è affidato a Maurizio Gentilini (CNR) e Paolo Pezzino (Istituto nazionale Ferruccio Parri), la ricerca è stata svolta da Costantino di Sante (Università degli studi del Molise) ed Enrico Miletto (Università degli Studi di Torino).
Proprio il professor MILETTO (docente di Storia Contemporanea al Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell’Università di Torino) sarà ospite in videoconferenza del Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia giovedì 11 giugno alle ore 18:00 in diretta sulla piattaforma ZOOM per presentare
I Centri di Raccolta dei Profughi Giuliano e Dalmati della Seconda Guerra Mondiale.
Un atlante interattivo a cura dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri
Partecipa il GRUPPO dei GIOVANI. La videoconferenza sarà visibile in seguito sul canale YouTube ANVGD Comitato di Milano.

COORDINATE ZOOM:
https://us02web.zoom.us/j/85406563825?pwd=hM79x64j9UPJiKaLcvjVQludnz2EbM.1
ID Riunione 854 0656 3825
Codice d’accesso 456325
