Pola: “Fu la polizia croata a picchiare brutalmente 5 italiani”

La scorsa estate abbiamo pubblicato nella nostra rassegna stampa un'articolo de La Voce del Popolo che descriveva i particolari di una rissa tra polizia croata e villeggianti italiani, nata per un presunto comportamento maleducato e violento dei nostri connazionali in vacanza a Punta Verudella. L'episodio era sfociato negli arresti degli italiani, descritti come degli irresponsabili. L'articolo è ancora leggibile al link http://www.anvgd.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1054&Itemid=144.

Ora ci scrive Giuseppe Monsurrò, uno dei protagonisti di quel giorno, che ribalta completamente la versione ufficiale data dalla polizia croata e poi riportata su La Voce del Popolo.

Riportiamo l'intera terribile testimonianza per dovere d'informazione e di trasparenza, segnalandovi comportamenti che -leggendo- probabilmente richiameranno alla vostra memoria episodi simili risalenti a una sessantina d'anni fa, mentre invece si tratta di quanto accaduto nel 2007.

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E' successo quest'anno (agosto 2007) in Croazia a Punta Verudella (Pola). Io ero in vacanza con la mia famiglia, tutte persone perbene. 

Il villaggio all'apparenza sembrava quello visto sia su internet che da catalogo (bello), ma in realtà i servizi erano pessimi!! Mancanza di assistenza sanitaria (se ti fai male ti lasciano lì a morire!), scale ripide senza protezioni e pavimentazione attigua alla piscina scivolossissima!! Regole di silenzio rigorosissime da convento! Dalle 22 in poi il villaggio rimane completamente abbandonato in mano a sciacalli delinquenti con indosso una divisa di security.

Quest' ultima è stata la causa della nostra disgrazia. Una sera vi fu una banalissima discussione verbale con la security che entrando di forza nel nostro bungalow (dove c' eravamo riunite 9 persone tra amici e parenti per vedere un film) pretendeva che appena alle ore 22:00 si dovesse tacere e ognuno dovesse rientrare nei proprio bungalow, mentre il regolamento che il direttore aveva spiegato prevedeva un discreto silenzio entro le ore 24:00. Mentre si discuteva, la security ci offese usando parole di razzismo (verso noi italiani) e chiamò la polizia.

Noi aspettammo la polizia credendo di poter spiegare le nostre ragioni ma non fu così, perchè arrivata la polizia (antisommossa in spedizione punitiva!!) cominciò ad aggredire e picchiare violentemente quasi tutto il gruppo. Fu un incubo, picchiarono donne e uomini con i manganelli senza alcuna pietà  (gli uomini della security se la ridevano mentre ci picchiavano): arrestarono 5 di noi (tra cui me che stavo fotografando la loro inutile brutalità), ci picchiarono durante tutto il tragitto dal villaggio al commissariato insultando noi e le forze dell'ordine italiane (carabinieri).

Arrivati al commissariato ci trascinarono fuori dal cellulare con violenza, ci buttarono a terra a 2 alla volta ammanettati e in pantaloncino e canottiera (quasi a dorso nudo perchè strappata) fummo brutalmente picchiati sputati addosso e derisi: ci alzarono quasi esanimi! Ci portarono all' interno della caserma, ci  spinsero con la faccia contro il muro sempre ammanettati, continuarono a dare calci, cazzotti e manganellate alla schiena e alla testa di 4 di noi perchè la quinta (ragazza studentessa universitaria di appena 20 anni) fu costretta a guardare il macabro spettacolo. Ci tennero vicino al muro per quasi 2 ore con i polsi che sanguinavano tanto erano strette le manette, dopo di che fummo portati in delle celle, sporche con zecche e pidocchi.

Il mattino seguente la polizia ci chiese se c'erano persone che potevano testimoniare a nostro favore. Pensando che quello che era successo la sera precedente (anche se gravissimo) fosse stato solo un brutto malinteso (con la polizia speciale), con ingenuità demmo i nomi degli altri nostri familiari e amici presenti al fatto. La polizia si recò al villaggio e chiese loro di presentarsi al commissariato per deporre in favore degli italiani arrestati. Le 6 persone che furono invitate a presentarsi, arrivate in loco furono trattenute in stato di fermo fino a quando non pagarono un'ammenda di 2.500.00 € (in totale).

Invece noi cinque arrestati e seviziati quella sera, dopo 2 giorni e mezzo passati senza né acqua né cibo, venimmo trasferiti al tribunale di Pula dove un giudice con un tono di disprezzo disse che vista l'ora non aveva tempo da dedicarci e così fummo trasferiti nel carcere di Pola!

Il giorno seguente il giudice ascoltò le nostre versioni dei fatti e decise che 4 persone potevano essere scarcerate e una no, cioè io, trattenuto per presunta lesione a pubblico ufficiale.

Da quel giorno è iniziato il mio incubo!! Io, ragazzo perbene, mi sono ritrovato da innocente in mezzo ai delinquenti e privato della mia libertà!! Tutto questo è durato 40 giorni fin quando la mia famiglia non'è riuscita a racimolare la somma di 40.000 euro che sono stati pagati allo stato croato in cambio della mia libertà.

Specifico che le persone arrestate furono: io fotografo, un impiegato, un igienista dentale, un infermiere professionista, una studentessa universitaria, una segretaria di scuola, un dentista, un agente di commercio, un'ostetrica, una donna di 69 anni insegnate in pensione, una casalinga e una minorenne.

Abbiamo scritto la nostra esperienza per far si che non capiti ad altri, per far luce sulla gravissima vicenda e far parlare altre persone che si sono trovate nella nostra stessa situazione in Croazia, paese a noi vicino, pronto quasi "come dicono loro" a entrare nell' UE.