Pala del Carpaccio ricollocata definitivamente nella chiesa di San Francesco a Pirano

27.12.2025 – Si è svolta stamani a Pirano una cerimonia solenne per celebrare la definitiva ricollocazione della pala di Vittore Carpaccio nella chiesa di San Francesco d’Assisi dei Frati Minori Conventuali, luogo per il quale l’opera era stata originariamente commissionata nel 1518. Un evento di alto valore storico, artistico e simbolico, che ha visto la partecipazione delle autorità civili e religiose, di studiosi e rappresentanti del mondo culturale, tra cui anche il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Renzo Codarin.

La pala, raffigurante la Madonna in trono con il Bambino, era stata trasferita a Padova nel 1940 per essere protetta dai pericoli della Seconda guerra mondiale. Una scelta dettata da esigenze di tutela che, nel corso dei decenni, si è intrecciata con le complesse vicende politiche del territorio. Durante il periodo della Jugoslavia, infatti, il convento dei Frati Minori di Pirano fu nazionalizzato, rendendo impossibile il ritorno dell’opera nella sua sede originaria.

Solo il mutato contesto politico e istituzionale europeo ha consentito di riaprire, negli ultimi anni, un dialogo costruttivo tra le parti coinvolte, fino a giungere alla restituzione definitiva. La pala ha fatto ritorno a Pirano nel settembre scorso e, prima della ricollocazione, è stata temporaneamente trasferita a Lubiana per un intervento di restauro conservativo.

La cerimonia si è svolta all’interno della chiesa di San Francesco d’Assisi ed è stata concepita come un momento non esclusivamente religioso, ma anche civile e culturale. Gli interventi sono stati pronunciati in due lingue, con traduzione simultanea proiettata su maxischermo accanto all’altare, sul quale sono state trasmesse anche immagini che hanno ripercorso il lungo viaggio dell’opera.

Nel corso dell’evento, la storica dell’arte e presidente dell’Associazione Museo Antoniano, professoressa Giovanna Baldissin Molli, ha sottolineato come per la comunità antoniana sia sempre stato chiaro che la pala dovesse tornare a Pirano: «Fu portata a Padova in un momento storico ben preciso, per tutelarla dai rischi della guerra. Oggi, in una situazione di pace, era naturale e doveroso che ritornasse nel luogo per il quale era stata dipinta. Vederla qui rafforza la convinzione che le opere d’arte debbano, per quanto possibile, restare nei contesti per cui sono state create».

Anche la vicesindaca di Pirano, Manuela Rojac, ha richiamato il valore identitario dell’opera per la città e per il convento, ringraziando quanti ne hanno garantito la custodia nel corso degli 85 anni di assenza e sottolineando come la pala non rappresenti un elemento estraneo, ma una parte integrante della storia e della memoria del luogo.

La presenza del presidente nazionale dell’ANVGD, Renzo Codarin, ha confermato l’attenzione dell’Associazione verso la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale dell’Adriatico orientale, nonché verso quei segni materiali che testimoniano una storia comune, complessa e stratificata. Il ritorno della pala di Carpaccio a Pirano rappresenta così non solo un importante risultato culturale, ma anche un significativo gesto di ricomposizione storica e di dialogo tra comunità.

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