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Nuovo governo in Slovenia: ancora tagli (Il Piccolo 15mar13)

L’undicesimo governo della storia della Slovenia indipendente è pronto. Lo sosterrà una coalizione di centrosinistra guidata dal premier Alenka Bratušek. Sarà composto da tredici ministri di cui quattro le donne. Ma vediamo nel dettaglio la lista: ministro dello Sviluppo economico Stanko Stepišnik (Ps), ministro delle Infrastrutture Gregor Virant (Dl), ministro dell’Agricoltura Dejan Židan (Sd), ministro dell’Istruzione Jernej Pikalo (Sd), ministro degli Interni Andrejka Grli„ (Dl), ministro della Difesa Roman Jaki› (Ps), ministro della Giustizia Senko Pli›ani› (Dl), ministro del Lavoro Anja Kopa› Mrak (Sd), ministro della Salute Tomaž Gantar (Desus), ministro degli Esteri Karl Erjavec (Desus), ministro della Cutlura Uroš Grilc (Ps) e ministro dei Sloveni nel mondo Tina Komel (Ps), ministro delle Finanze Simona Bovha Padilla (Ps). Da oggi il Parlamento, come da Costituzione, esaminerà ciascun candidato ministro per esprimere o no il proprio gradimento (maggioranza semplice). Infine mercoledì prossimo lo stesso Parlamento voterà la fiducia complessiva al nuovo esecutivo.

Composto il “mosaico” delle poltrone i quattro partner della coalizione ossia Slovenia positiva (Ps), Partito dei pensionati (Desus), Lista nazionale (Dl) e socialdemocratici (Sd) hanno anche sottoscritto il programma di governo che si articola in venti punti. Il punto cardine è il consolidamento delle finanze pubbliche e il risanamento del sistema bancario nazionale. Gli istituti bancari che godranno dell’intervento di Stato dovranno mettere in vendita un terzo del proprio patrimonio immobiliare entro il 2013. Al buco di bilancio dello Stato che diventerà ancora più profondo a causa della manovra di risanamento delle banche si cercherà di opporre una ulteriore riduzione degli stipendi del pubblico impiego (fino a -5%), si combatterà la cosiddetta “economia grigia” ma non si esclude neppure un innalzamento dell’Iva.

Ancora lacrime e sangue, dunque, per i già esasperati cittadini. La Holding per i beni dello Stato non ne diventerà proprietaria ma si occuperà solo della loro gestione. Il governo, nel certificato anno di vita che ha di fronte a sé (poi dovrà sottoporsi alla fiducia del Parlamento), cercherà di vendere almeno una delle grosse società ancora in mano allo Stato. Il ricavato sarà investito per incentivi all’economia. Il governo Bratušek poi ha intenzione di portare a termine i lavori di costruzione della centrale idroelettrica della bassa Sava e iniziare i lavori di quella della Sava centrale, punta a aumentare i fondali del Porto di Capodistria e costruire il terzo molo.

Saranno diminuiti i contributi a carico dei datori di lavoro se assumeranno personale a tempo indeterminato o se assumeranno giovani (primo impiego), l’industria slovena vedrà ridotte le tariffe dell’energia elettrica, aiuti alle piccole e medie imprese, sarà introdotta una sorta di cassa integrazione. Risparmi sono annunciati anche nel settore giustizia con l’abolizione dei tribunali locali e la diminuzione dei giudici. La gestione del governo, nelle intenzioni della Bratušek, sarà una gestione collegiale nel senso che tutti i ministri dovranno informare i partner di coalizione prima della firma di qualsivoglia provvedimento. Del collegamento tra esecutivo e Parlamento si occuperà il leader del gruppo più numeroso di deputati (Ps). I deputati di maggioranza si impegnano a votare tutti i provvedimenti varati dal governo.

Se dovessero dissentire dovranno avvisare il ministro responsabile in materia e i rappresentanti degli altri partner di coalizione che si riuniranno cercando di trovare una soluzione al caso. Infine la Bratušek ha dichiarato di volersi confrontare con i rappresentanti della Rivolta dei fiori dietro un tavolo e non nelle piazze. Un’apertura di credito non da poco. Ora bisognerà vedere se gli “arrabbiati” accetteranno anche perché hanno già urlato il loro pensiero: destra o sinistra per noi non cambia nulla.

Mauro Manzin
“Il Piccolo” 15 marzo 2013

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