No ai vandalismi sul Sabotino (Il Piccolo 07 nov)

LETTERE

Scrivo, come abitante di San Mauro, in merito all’atto di vandalismo effettuato dopo meno di 24 ore dalla riaccensione del Tricolore sul Sabotino. La mattina di martedì 4 novembre ho visto delle scritte bianche sul primo piazzale della strada che conduce alla caserma italiana, una sulla strada per il primo tornante («Basta») e l’altra sul muro di contenimento che si affaccia sul piazzale dove solitamente parcheggiano l’auto per poi fare delle escursioni; questa seconda scritta riporta: «1915-2008 Basta!! dateci e datevi pace!! Sabotin in štmaverci».

Facendo parte del significato della parola «Štmaverci» (cioè abitanti di San Mauro) la mia famiglia e io ci dissociamo da tale gesto e dal significato di tale gesto, per dimostrare che non tutti gli abitanti di San Mauro 1 sono stati contattati per sapere se sono d’accordo o meno con quanto scritto. Probabilmente chi ha ideato e realizzato un simile oltraggio all’italianità si nasconde dietro nazionalismi che non appartengono, però, alla comunità italiana. Chiunque gode e può manifestare il proprio libero pensiero, restando però nei limiti della civile convivenza e confrontandosi nelle sedi opportune. Anch’io preferirei che il Sabotino non venisse calpestato da turisti nocivi per la flora e la fauna locali come, purtroppo, già accade: animali selvatici stressati dalla presenza dell’uomo, flora vista come souvenir da portare a casa, strade e bosco trattati come discariche; però questo non è possibile, dati i progetti relativi alle battaglie ivi combattute. Ad ogni modo, questo mio pensiero non mi da il diritto di manifestare imbrattando strade e muri. È imbarazzante per Gorizia offrire una simile immagine sul Sabotino, un monte ma anche un monumento a quanti vi hanno perso la vita per la bandiera italiana.

Katia Leoni, San Mauro