Newsbox.it – 070108 – Perlasca in Abruzzo il 7 febbraio

PER NON DIMENTICARE GIORGIO PERLASCA
Il figlio, Franco Perlasca, sara' in Abruzzo il 7 febbraio per raccontare il coraggio del padre.

Ci scrive Franco Perlasca, figlio di Giorgio, lo Schindler italiano che salvo' migliaia di ebrei inventandosi un ruolo, quello di console. Franco Perlasca sara' in Abruzzo il prossimo 7 febbraio 2008 ospite del salotto letterario dell'universita' della terza eta' di Montesilvano diretta da Maria Rosaria Parlione per raccontare il coraggio di un padre speciale. L'appuntamento e' per le ore 16.30 a palazzo Baldoni di Montesilvano. Perlasca sara' intervistato dal nostro direttore, Cinzia Cordesco. 'Come ogni anno – spiega Franco Perlasca- in questo periodo inviamo un breve resoconto dell'attivita' svolta nell'anno precedente dalla Fondazione. E' un resoconto significativo anche perche' dietro ogni incontro, ogni conferenza vi e' un importante lavoro di preparazione culturale e logistica.La Fondazione Giorgio Perlasca e' nata il 31 gennaio 2003; in primo luogo con l'intento di ricordare ovviamente la figura di Giorgio Perlasca, l'italiano che nell'inverno del 1944-1945, riusci' a salvare oltre 5200 ungheresi di religione ebraica da sicuro sterminio inventandosi un ruolo non suo, quello di console spagnolo lui che non era neppure un diplomatico spagnolo.E i suoi 45 anni di silenzio: la sua incredibile storia non la racconto' a nessuno, nemmeno in famiglia. Se non fosse stato per alcune donne ebree ungheresi che lo ritrovarono a fine degli anni '80 la sua storia sarebbe andata dispersa, come quella di tanti altri Giusti. Mori' nel 1992 a Padova.Lascio' un grande insegnamento, estremamente attuale, che puo' essere ben riassunto nella risposta ad una domanda di Giovanni Minoli che gli chiese 'come vorrebbe che la sua storia venisse ricordata':passare poi da Giorgio Perlasca al ricordo di tante altre figure di Giusti che durante la Shoah qualcosa fecero per opporsi alla follia nazista, che seppero dire no e non si voltarono dall'altra parte per non vedere quanto stava avvenendo, il passo e' stato breve, quasi automatico.E nei tanti incontri organizzati specie con i ragazzi delle scuole risulta fondamentale dare un segnale concreto di speranza, un segnale che ognuno di noi qualcosa puo' e deve fare. I ragazzi, e non solo loro, hanno bisogno di esempi positivi e presentare le figure dei Giusti assieme e contestualmente al ricordo della Shoah, lo sterminio organizzato di quasi sei milioni di cittadini ebrei di religione ebraica, da un forte segnale di speranza.Oltre la Shoah, pur nell'ovvia distinzione delle singole specificita', ricordiamo altri genocidi, alcuni totalmente ignorati e quasi sconosciuti come quello degli Armeni che ancor oggi la Turchia nega, le Foibe e l'Esodo dei nostri connazionali dell'Istria, Venezia Giulia e Dalmazia tra il 1943-1947.In quest'ultimo periodo, poi abbiamo iniziato ad inviare una piccola rassegna stampa, di articoli che appaiono sulla stampa e che, per tanti motivi, magari sfuggono alla lettura ma contengono momenti di forte interesse. Specie sulla Shoah, sulla complessa vicenda del Medio oriente, sul crescente fondamentalismo islamico che va diffondendosi sempre di piu' in tutto il mondo ed anche in Italia.In un momento in cui troppo spesso i nostri mass media sono portati a confondere il terrorista con chi gli attentati gli subisce, mettendo magari sullo stesso piano Hamas, una organizzazione terroristica e lo Stato d'Israele che certo perfetto non sarà ma rappresenta nell'area del Medio oriente l'unica democrazia, l'unico stato della regione in cui si svolgono libere elezioni.E come risultato abbiamo in Europa un diffuso sentimento di fastidio verso gli ebrei, presentati come persecutori del popolo palestinese, mentre una sorta di lassismo, dettato da un concetto di liberta' a senso unico, permette ai fondamentalisti che controllano la gran parte delle moschee in Italia e non, di spargere a piene mani l'odio verso gli infedeli, reclutando adepti per la guerra santa, senza che nulla avvenga.

autore: caterina ferrari