Napolitano a Lubiana: parole e commenti FederEsuli

Ogniqualvolta il Capo dello Stato o un Ministro italiano incontra i massimi vertici di Slovenia o di Croazia, speranza e delusione accompagnano le riflessioni degli Esuli. Speranza affinché finalmente s’apra un varco nell’infinita contesa sui beni immobili e sul riconoscimento della storia di un popolo, delusione per tutte le volte che ciò non è avvenuto e perché potrebbe ancora succedere.
Ogni parola viene inevitabilmente letta nel suo significato generale e nelle sue sfumature. Succede così anche in occasione della visita del Presidente Giorgio Napolitano a Lubiana, dove questa mattina ha avuto modo di incontrare il nuovo Presidente Danilo Turk. Le prime notizie ansa riportano solo una frase che, come una leva, solleva il mondo e scatena reazioni. "Non so se abbia ancora un senso usare il termine 'riconciliazione' nei rapporti fra Italia e Slovenia – si legge nell’agenzia -. Siamo insieme nell' Unione europea. Essere più riconciliati di così è difficile". L’ha affermato il presidente Giorgio Napolitano, ha convenuto con lui il suo omologo sloveno Danilo Turk.
"Ciò che chiamiamo riconciliazione – ha detto il presidente sloveno Turk – è in realtà un processo ed è in corso da anni. Sono certo che gli abitanti dei nostri due Paesi che vivono ai confini abbiano già visto i risultati di questo processo e ne siano soddisfatti. In futuro, sempre più, l'appartenere a una zona comune rafforzerà questa riconciliazione e un ulteriore contributo verrà man mano che tutti noi ci sentiremo cittadini europei. Ricorderemo il passato, ma lo faremo puntando sul futuro".
Ha indicato fra i fatti positivi gli sviluppi del progetto di cooperazione tra regioni confinanti, dando alla regione Friuli Venezia Giulia il merito di "favorire questo genere di cooperazione che è già nella testa della gente".
Alcune frasi secche, estrapolate da un contesto, nelle quali cercare una giusta chiave di lettura: “E’ chiaro – commenta Renzo Codarin, Presidente della Federazione degli Esuli – che ad ogni incontro al vertice, noi diventiamo ipersensibili, pronti a captare ogni vibrazione. Solo a conclusione dei colloqui potremo dare una valutazione complessiva. Comunque, posso affermare già da ora che la riconciliazione, come la intendiamo noi, non ha mai riguardato i singoli – che questa arriva al cuore delle famiglie e viene risolta da ciascuno a seconda della sua sensibilità e alla storia personale – ma è un concetto, o comunque un processo che coinvolge direttamente gli Stati e loro istituzioni per una memoria senza rancore di tutte le pagine. La nostra via alla riconciliazione passa inevitabilmente attraverso il riconoscimento dei torti subiti e delle cause dell’esodo degli Italiani da larga parte della Venezia Giulia, sia attraverso espressioni di verità e di buona volontà che con leggi consone alle nostre richieste, di restituzione dei beni in Slovenia, laddove ciò è possibile, o con l’indennizzo equo e definitivo che coinvolge direttamente l’Italia”.
Spesso in questi incontri le generalizzazioni confondono le aspettative. “E noi – ribadisce Codarin – sappiamo che cosa pensa della nostra storia il presidente Napolitano. Solo un anno fa, le parole pronunciate il Giorno del Ricordo avevano fatto scoppiare la polemica per la reazione del presidente della Croazia Stipe Mesic. Confidiamo che continui ad avere a cuore la nostra causa e ad aiutarci a darle un senso compiuto”.
Napolitano in Slovenia, ha ricordato i passi avanti fatti dall’Italia nel campo della tutela delle minoranze linguistiche anche con l’approvazione di una legge a favore della minoranza slovena. "Noi non apparteniamo più alla vecchia Europa, di cui portiamo ancora le doloranti ferite, sia noi italiani che gli sloveni. Apparteniamo alla nuova Europa. Il sentimento delle popolazioni credo che sia ben espresso dall' impegno – ha concluso Napolitano – per quanto riguarda l'Italia, della Regione Friuli Venezia Giulia, che è fortemente orientata a sancire questa collaborazione che è già nella coscienza della gente e che si deve tradurre anche in fatti". Napolitano ha annunciato di aver invitato il presidente sloveno a fare visita in Italia e a prendere in considerazione un'agenda di contatti frequenti fra presidenti e ministri dei due Paesi, a dimostrazione concreta dello spirito che anima i rapporti bilaterali.
“E’ quanto auspichiamo anche noi – commenta Codarin – solo il dialogo e la definizione dei veri problemi possono aiutarci a concludere un processo durato per troppi decenni che ci ha stancati ed amareggiati. Da europeista convinto, spero che si trovi finalmente una soluzione per noi che chiuda, con la cancellazione dei confini, la lunga coda della seconda guerra mondiale”.

da www.arcipelagoadriatico.it