25.06.2026 – Il Presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, si è rivolto al Vicepresidente del Consiglio dei ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, relativamente alle preoccupazioni della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia riferita alla nuova Legge sulla cittadinanza italiana, N° 74 del 23 maggio 2025 – Conversione in Legge, con modificazioni, del Decreto-Legge 28 marzo 2025, N° 36, recante “Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza”. Tali modifiche, infatti, rischiano di provocare serie conseguenze sul mantenimento della cittadinanza italiana e sulla sua trasmissione ai discendenti degli Italiani dell’Istria, di Fiume, del Quarnero, della Dalmazia, della Slavonia, della Moslavina e di Zagabria, cittadinanza riacquisita grazie alla Legge 5 febbraio 1992 N° 91 recante “Nuove norme sulla cittadinanza” e alle successive integrazioni di cui alla Legge 8 marzo 2006, N° 124.
È grande il senso di appartenenza identitaria, scrive il Presidente dell’UI Tremul, da parte della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia (di seguito: CNI) che coltiva con amore e impegno la cultura, la lingua e l’identità italiana parlando l’italiano e l’istroveneto o l’istrioto in famiglia, nella vita pubblica, lavorativa, istituzionale e sociale, che trasmette quotidianamente alle proprie figlie e ai propri figli scegliendo un percorso didattico educativo italiano che va dall’asilo, alle scuole elementari, medie e medie superiori, fino all’Università. Il Presidente dell’Unione Italiana afferma che i legami con la Nazione Madre, l’Italia, sono saldi e indistruttibile: sono patrimonio trasversale delle varie generazioni che vengono trasferiti dai nonni, ai figli, ai nipoti. Le relazioni che la CNI e le sue Istituzioni coltivano con l’Italia, con le regioni transfrontaliere italiane, sono diuturne e coinvolgono ogni sfera esistenziale, dalle motivazioni lavorative e professionali, a quelle culturali e formative, a quelle parentali e sociali.
L’Unione Italiana ha già avuto modo di segnalare in varie occasioni queste preoccupazioni. Nella sua comunicazione il Presidente Tremul riafferma la necessita siano emendate le disposizioni della nuova Legge sulla cittadinanza italiana, N° 74 del 23 maggio 2025 – Conversione in Legge, con modificazioni, del Decreto-Legge 28 marzo 2025, N° 36, recante “Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza” in quanto, nonostante non modifichino gli artt. 17 bis e 17 ter della Legge 5 febbraio 1992 N° 91 (introdotti dalla Legge 8 marzo 2006, N° 124) che disciplinano il caso specifico di riconoscimento della cittadinanza italiana agli appartenenti alla CNI, creano tuttavia situazione tali da interrompere la trasmissione della cittadinanza italiana ai loro discendenti. A tale scopo il Presidente dell’Unione Italiana, ripropone che nella succitata normativa sia inserita la seguente norma:
Le presenti disposizioni non si applicano ai procedimenti di riconoscimento della cittadinanza italiana a favore dei soggetti di cui all’articolo 17-bis e ai loro discendenti in linea retta e ai discenti in linea retta delle persone di lingua e cultura italiane cittadini italiani residenti nei territori facenti parte dello Stato italiano successivamente ceduti alla Repubblica jugoslava in forza del Trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 e in forza del Trattato di Osimo del 10 novembre 1975.
Il Presidente dell’Unione Italiana conclude la sua comunicazione esprimendo la convinzione che la richiesta sarà condivisa e che la normativa sulla cittadinanza italiana sarà modificata in modo da consentire, come avveniva fino allo scorso anno, agli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana in Slovenia e in Croazia la trasmissione diretta della cittadinanza italiana ai loro discendenti.

