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Milano: Via dedicata a Fiume, e Rijeka protesta

Lettera di protesta del sindaco fiumano Vojko Obersnel (Partito socialdemocratico) alle autorità comunali di Milano per il contenuto dell'invito a partecipare alla cerimonia con la quale è stata dedicata una via del capoluogo lombardo alla città di Fiume. Nella missiva, inviata altresì all'ambasciatore italiano a Zagabria e a quello croato a Roma, si stigmatizza lo scritto dell'invito in quanto «pieno di inesattezze, antistorico e pertanto inaccettabile».
Stando a quanto tradotto dall' amministrazione comunale fiumana, nell'invito si cita la storia della città di Fiume fino al termine della Seconda guerra mondiale, rimarcando «la qualità della vita in città durante il ventennio fascista – così nella lettera di Obersnel – come pure le persecuzioni e le stragi perpetrate ai danni dei fiumani d'etnia italiana dopo il conflitto». Nel testo si afferma che per secoli la maggioranza dei fiumani era di nazionalità italiana e che per secoli la lingua di maggioranza è stata quella italiana, giustificando pure l'impresa di D'Annunzio e dei suoi legionari per far sì che Fiume venisse incorporata al Regno d'Italia».
Nell'invito, ha aggiunto il primo cittadino, si rileva pure l'esodo di 50mila fiumani e 250mila fra istriani e dalmati, «rifugiatisi in Italia per sfuggire alla barbarie del vincitore, che non ne voleva sapere di una pacifica convivenza con la componente italiana della città». Obersnel ha risposto che il periodo successivo alla Prima guerra mondiale non viene invece ricordato a Fiume con nostalgia: «Voglio sottolineare quanto scritto dallo storico fiumano Irvin Lukezic nel catalogo della rivista "Fiumani – la situazione in città dal 1920 al 1940". In quel periodo, la nostra città ha attraversato una fase di ristagno economico, con il porto privo di lavoro e i cittadini che con i megafoni venivano invitati a partecipare alle parate militari e ai saggi. Una città in cui vigeva il coprifuoco e in cui la polizia controllava rigorosamente la cittadinanza. Fiume si fonda invece sui valori dell'antifascismo, sull'armonia tra le sue etnie, specie quella italiana e quella croata».
Secondo Obersnel, i racconti dei fiumani perseguitati e uccisi sono infondati e nel contesto ha invitato il sindaco di Milano, Letizia Moratti e il vicesindaco Riccardo De Corato a consultare gli storici attendibili su questa materia. «Rievocare l'oscuro passato fascista – ha concluso Obersnel – è inaccettabile dall'ottica di un'Europa moderna e democratica».
Da aggiungere che il sindaco Obersnel si era fatto segnalare di recente anche per il pesante attacco nei riguardi del francobollo dedicato alla Fiume già italiana. Il primo cittadino aveva criticato con toni molto duri i promotori dell'iniziativa, ossia le organizzazioni degli esuli, parlando di nostalgie irredentistiche.

da "Il Piccolo" del 12/02/08

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