Milano: inaugurata Via Fiume

Un nuovo viale Fiume è stato inaugurato domenica in occasione delle celebrazioni del Giorno del Ricordo a Milano in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano e dalmata, da piazza della Repubblica all’ingresso dei giardini “Indro Montanelli”. La targa intitolata al capoluogo quarnerino è stata scoperta, dall’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, dal presidente degli esuli da Fiume, Guido Brazzoduro, e da Piero Tarticchio, presidente del comitato milanese dell’associazione Venezia Giulia e Dalmazia. “Un atto doveroso”, per il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato: “Teniamo viva la memoria di una tragedia che molti italiani, e i giovani in particolare, ancora non sentono e non ricordano”.
Come succede quasi sempre in questi casi, non sono mancate le polemiche. A sollevare il polverone è stato ieri il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, il quale ha criticato il testo apparso sull’invito alla cerimonia di domenica nel capoluogo lombardo. Tra cenni storici e ricordi, nell’invito si è potuto leggere anche che a Fiume la popolazione è stata per secoli a maggioranza italiana e che la lingua italiana è stata la più usata dagli abitanti. “Questa realtà è stata interrotta soltanto dalla Prima guerra mondiale, ed è stato necessario l’arrivo di D’Annunzio e dei suoi legionari affinché il capoluogo del Quarnero venisse annesso al Regno d’Italia. Poi sono seguiti vent’anni di prosperità fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale, che in soli pochi mesi ha distrutto questo mondo e aperto una strada della quale ancor’oggi molti si ricordano. In poche parole: persecuzioni, massacri ed esodo degli italiani, imposti da un conquistatore che non riconosceva la convivenza con la componente italiana, e un accordo di pace vergognoso e umiliante per l’Italia”. L’invito conclude ricordando che “gli italiani di queste terre si sono rifugiati in Italia e all’estero per non sottoporsi alle barbarie del vincitore”.
Questo testo non è andato giù a Obersnel, il quale ieri ha inviato una missiva, intitolata al vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, al sindaco Letizia Moratti, all’ambasciatore italiano a Zagabria, Alessandro Pignatti Morano di Custoza e all’ambasciatore croato a Roma, Tomislav Vidošević.
“Saluto la decisione del comune di Milano di intitolare un viale della metropoli lombarda alla nostra città. È bello sapere che riconoscete Fiume come un importante luogo della storia, dove le culture italiana e croata si sono da sempre intrecciate. Però, nel testo dell’invito all’inaugurazione, che ho ricevuto e letto per caso si possono leggere alcuni dati che non corrispondono a verità e che il sottoscritto, nella veste di sindaco, si sente in dovere di smentire. Fiume, nel corso dei secoli, è stata effettivamente oggetto delle tendenze espansionistiche di moltissimi regnanti dell’Europa di allora. Così è stato anche nel periodo che è seguito alla Prima guerra mondiale, che sinceramente non ricordiamo con ‘nostalgia’, come si può leggere nell’invito”.
Nel prosieguo della missiva, il sindaco di Fiume cita un estratto del testo di Irvin Lukežić pubblicato nel catalogo della mostra “Fiumani – situazione fiumana 1920-1940”, nel quale l’autore critica le autorità cittadine di quel ventennio. “Ponendo l’attenzione sulla tradizione di multiculturalità e prosperità a favore del futuro – aggiunge Obersnel nella sua missiva –, Fiume è oggi sicuramente una città che si sviluppa in armonia con i valori dell’Europa e dell’Unione europea. Fondata sull’antifascismo, radicato nella mentalità degli abitanti, Fiume si è sempre distinta proprio per l’armoniosa convivenza, soprattutto tra i cittadini di nazionalità croata e italiana. Perciò le affermazioni sulle “persecuzioni” e sui “massacri degli italiani” sono particolarmente incomprensibili. Inoltre, invocare gli spiriti del passato fascista, che per un periodo ha dominato in Europa e le cui radici si possono trovare nell’ideologia fascista di alcuni vostri connazionali, è assolutamente strano e inaccettabile, ossia assolutamente inadeguato rispetto ai valori democratici dell’Europa moderna”.
Nelle ultime righe della missiva, Obersnel ha invitato i destinatari a consultare le fonti di importanti storici che “già da molto tempo e in modo accurato studiano il nostro passato e parlano in modo meritevole di quel periodo”.

 

Mauro Bernes su la Voce del Popolo