Messaggero Veneto – 210707 – Monfalcone e la targa sulle Foibe

MONFALCONE. Ha provocato le reazioni stizzite delle forze politiche del
centro-destra la mancata apposizione della targa dedicata ai martiri delle
foibe e agli esuli dell'Istria e della Dalmazia, promossa dal Comitato "10
febbraio" che sarebbe dovuto avvenire ieri in piazzale Tommaseo, a
Monfalcone. Una mancata apposizione dovuta a motivi organizzativi e che è
solo slittata presumibilmente al 16 settembre, anniversario del ritorno di
Monfalcone all'Italia e che lo stesso sindaco Gianfranco Pizzolitto si è
detto disposto a confermare «posto che vengano seguiti tutti i percorsi
necessari».
Ma l'intoppo non è passato inosservato, tanto che da parte del gruppo
consiliare di Forza Italia è stato definito «grave». «Sembra impossibile ma
tutte le iniziative di certo tipo trovano ostacoli – ha detto il consigliere
comunale di Forza Italia, Giuseppe Nicoli -. A livello nazionale si è aperto
un percorso nuovo di valutazione della storia e invece a livello locale
siamo ancora indietro».
Più moderato l'intervento del presidente del circolo cittadino di An,
Alessandro Marega, che si dice spiacente della mancata apposizione, ma
confida nella buona fede dell'amministrazione comunale. «Tale argomento non
ha bisogno di polemiche inutili, ma confido nel sindaco affinché la targa
venga posta in occasione dei festeggiamenti per il ritorno di Monfalcone all'Italia,
in maniera da dare risalto a quest'iniziativa di carattere storico e
culturale. Quindi come Alleanza nazionale – dice – ringrazio il comitato "10
febbraio" e il Comune di Monfalcone per l'iniziativa e auspico che la
vicenda dell'apposizione della targa si concluda in maniera tale da dare
dignità a una storia ancor oggi non conosciuta da molti italiani». Giovedì
sera, inoltre, il consiglio comunale di Monfalcone, con il voto della
maggioranza, ha approvato un ordine del giorno sul tema delle foibe,
proposto dal consigliere Fabio Del Bello, con cui si auspica «che la ricerca
della verità storica sia demandata agli storici, anche per mezzo di un'autorevole
commissione di storici italiani e croati cui affidare la corretta
ricostruzione del passato sulla base di tutti i dati conosciuti o ancora da
ricercare» e impegna il sindaco e la giunta a operare «per favorire la
ricomposizione dei conflitti del passato non certo per mezzo dell'oblio, ma
al contrario facilitando il recupero e la trasmissione della memoria di
tutte le tragedie del passato al fine di preservare le generazioni future
dalla ripetizione dei medesimi errori».
Impegna inoltre l'amministrazione comunale a perseguire tutte le politiche
di pace e cooperazione che possano favorire il benessere delle diverse
popolazioni «di queste terre di mezzo» accomunate nel recente passato dall'essere
state, tutte, le principali vittime dei conflitti e che proprio per questo
motivo hanno oggi il diritto di rivendicare un futuro di pace e progresso.
Viene inoltre richiesto l'impegno del Comune per proseguire le politiche a
favore delle comunità nazionali minoritarie, le politiche transfrontaliere e
della cooperazione decentrata. Un ordine del giorno, secondo Del Bello
«equilibrato e localmente significativo».