Messaggero Veneto – 18.05.08 – Monfalcone: una Via all’Istria e una stele agli Infoibati

MONFALCONE. Una via intitolata all’Istria e una stele monumentale dedicata alle vittime delle foibe, ispirata da sentimenti di riconciliazione e dialogo, ma anche una giornata di approfondimento sulla questione del confine orientale, avvalendosi della collaborazione di enti e istituti competenti: sono queste le iniziative a cui intende dar corso l’amministrazione comunale di Monfalcone, che per il momento ha approvato un atto d’indirizzo di giunta, ma che al più presto intende concretizzare le proposte.
Anche per tener fede a un impegno preso sia dal sindaco, all’epoca della polemica con il Comitato 10 febbraio, sia dall’assessore alla Cultura Gianluca Trivigno.
«Quest’anno l’amministrazione ha preso un impegno che viene mantenuto e che risponde a un preciso impegno politico. Impegno politico che non è restituire qualcosa a qualcuno o sanare fratture personali su cui la politica non può speculare – spiega Trivigno –. Con dovere politico ci si riferisce, invece, al fatto che il Comune di Monfalcone può affrontare serenamente un percorso politico che possa riferirsi al passato, ma con l’obiettivo di costruire il futuro. È significato che quest’iniziativa sia stata presa lontano dalle polemiche, proprio per indicare che è un’iniziativa autonoma del Comune nel rispetto di un impegno». Trivigno ricorda che il Comune di Monfalcone, a partire dal 2005, ha già organizzato momenti celebrativi della tragedia degli italiani e delle vittime delle foibe, ma nell’ambito di un percorso che, come ha ricordato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non renda prigionieri del passato, ma aiuti la comprensione di vicende storiche diverse. Occorre superare la storiografia nazionale, per tener conto del sovrannazionale per favorire categorie interpretative più elaborate, chiave giuste per rivisitare le tragiche vicende dei nostri territori tenendo conto che quei fatti tragici avvennero negli sconvolgimenti postbellici.
In proposito, dunque, Trivigno ha proposto di organizzare una giornata di approfondimento, prendendo come riferimento «il periodo dal 1920, quando i fascisti fecero la loro comparsa in forze, dando alle fiamme i narodni dom di Trieste e Pola per giungere fino al 1963, quando venne chiuso l’ultimo campo profughi per istriani». Contemporaneamente propone anche l’individuazione di uno spazio pubblico, una via o una piazza, in nuove aree di circolazione cittadina (forse il complesso dell’ex ospedale di via Rossini) da intitolare «via/piazza dell’Istria».
Nelle vicinanze di tale nuovo toponimo dovrà essere collocata una stele monumentale dedicata alle vittime delle foibe, ispirata da sentimenti di riconciliazione, sui cui propone di riportare le parole del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in occasione della prima Giornata del Ricordo: «È giunto il momento che i ricordi ragionati prendano il posto dei rancori esasperati».