Messaggero veneto – 130607 – No a Norma vicino a una titina

 

Ben venga il ricordo del passato, ma rispettando la verità e senza creare falsi storici. È questo il messaggio che Licia Cossetto e Andreina Bresciani hanno ribadito ai ragazzi del liceo classico Dante, alle insegnanti e al preside Pietro Biasiol che vorrebbero realizzare una targa per ricordare sia Norma Cossetto, sorella dell’una e amica dell’altra, infoibata dai partigiani nel maggio del 1943, sia Milojka Strukelj, partigiana titina uccisa dai tedeschi. La parente e la compagna di studi di Norma Cossetto si erano opposte fin dall’inizio all’opera, e ripetono ora il proprio pensiero, facendo presente che una lapide può essere realizzata, ma a patto che non siano messe sullo stesso piano le due ragazze. Gli stessi studenti, che dovrebbero realizzare una targa e un video nell’ambito del progetto Laboratori interculturali cinematografici, hanno scritto a Licia Cossetto e Andreina Bresciani, esprimendo il proprio entusiasmo per un’iniziativa volta a imparare dal passato per diffondere la pace. Le due donne garantiscono il proprio aiuto ai ragazzi per saperne di più, ma fanno delle precisazioni: «Una lapide, come quella che vi è stata proposta, presuppone che chi ha commesso i delitti si sia ravveduto, che abbia almeno chiesto scusa alle sue vittime. Non si può dimenticare che dal 1943 a oggi mai c’è stata alcuna condanna, anche solo morale, degli ignobili criminali che usarono le foibe come metodo di eliminazione di noi italiani dalle nostre terre. Le sofferenze che abbiamo sopportato allora e in questi anni ci hanno molto provate, ora chiediamo solo il rispetto della memoria storica. A chi dell’istituto ci ha interpellato abbiamo risposto: «Se volete fare delle targhe fatele, ma fatele bene. Non come quelle che ci sono state proposte, perché mettono tutto e tutti sullo stesso piano, con frasi retoriche, vuote di significato storico». Per la sorella e l’amica di Norma è comunque improponibile unire le due giovani nella targa: «Comprendiamo che possa capitare a tutti di sbagliare, avanzano delle proposte che non stanno in piedi, volendo abbinare in un’unica targa il nome di Norma e quello di Milojka senza che vi siano i requisiti minimi di tutela della nostra dignità e del nostro onore. Non si può offendere la memoria di Norma, accomunandola idealmente con i partigiani titini che sono stati i suoi carnefici. In questo modo si confondono i fatti storici e le vostre idee. Ora Norma è nel famedio dei martiri italiani, come testimonia la medaglia d’oro al Merito civile conferita dal presidente Ciampi nel 2006. I nostri martiri meritano un posto speciale nei nostri cuori e un segno tangibile negli edifici della vita pubblica, come sono le scuole, però senza falsi storici, nel rispetto della verità sui fatti accaduti nel 1943-1947, come testimonia il parco della Rimembranza di Gorizia, con le centinaia di nomi incisi sulle lapidi di goriziani infoibati dai partigiani di Tito». (f.s.)