Messaggero Veneto – 11.05.08 – I 60 anni delle foibe: tragedia da non ripetere

TRIESTE. «Tragedie come quella delle foibe non appartengono a una o all’altra parte, sono di tutti, ed è importante affidare questo messaggio soprattutto ai giovani, ai tanti giovani che vengono visitare questi luoghi». Chiudendo la cerimonia di Commemorazione dei martiri delle Foibe,Paolo Sardos Albertini, presidente della Lega nazionale, ha sottolineato soprattutto l’importanza di trasmettere alle giovani generazioni il ricordo della tragedia che si consumò lungo il confine orientale negli ultimi anni della seconda guerra mondiale e nel dopoguerra.

La cerimonia del sessantatreesimo anniversario della tragedia, si è svolta al sacrario della Foiba di Basovizza, nei pressi di Trieste: nella voragine, ora trasformata un monumento nazionale e valorizzata con un centro di documentazione e un museo, trovarono la morte negli ultimi anni della guerra e nell’immediato dopoguerra centinata di persone. In generale si calcola che nell’area fra Italia, Slovenia e Croazia siano presenti più di 2 mila cavità utilizzate per omicidi di massa. I nazi fascisti prima, e poi, dal 43 al 45, le truppe Jugoslave, le usarono per far scomparire avversari politici, soldati nemici, ma anche per coprire una vera e propria pulizia etnica. Non esistono cifre certe sul numero di uomini e donne che furono gettati nelle foibe, ma le stime più comuni parlano di un numero che va da 5 mila a 10 persone.

Un tema rimasto, fino a pochi anni fa, ignoto alla maggior parte del paese, spesso strumentalizzato, ma che, ha detto Sardos Albertini, da qualche anno comincia finalmente a essere conosciuto e studiato. «La svolta, che ha infranto il muro di silenzio e di omertà, che tanto dolore aveva arrecato alle faglie delle vittime – ha spiegato Sardos Albertini, presidente del Comitato per i martiri delle foibe che ha organizzato la cerimonia – è stata l’istituzione della Giornata del ricordo. Un riconoscimento, ufficiale, nazionale, che ha portato il tema dell’esodo e delle foibe all’attenzione di tutto il paese. Quest’anno abbiamo registrato un record di presenze al monumento e al centro di documentazione della foiba: 12 mia giovani solo ad aprile. Si tratta di ragazzi che vengono da tutta Italia, e che tornano a casa dopo aver visitato questi luoghi. Sono cifre importanti, che ci danno fiducia per il futuro».

Nel corso della cerimonia, accompagnata dalle esecuzioni del coro ell'Associazione Nazionale Carabinieri, sono state deposte delle corone di fronte alla cavità, oggi coperta da un’imponente lastra di metallo, dal sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, dalla presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat, e da parte del Comitato per i martiri delle foibe. Una breve cerimonia si è svolta anche alla foiba di Monrupino, una delle poche cavità, accanto a quella dì Basovizza, presenti sul territorio italiano.

 

Alessandro Martegani