16.08.2026 – Il giornalista di origine dalmata Dario Fertilio ha da sempre lavorato per raccontare i crimini del comunismo e le politiche omicide che hanno portato il Parlamento Europeo ad approvare una risoluzione in cui le efferatezze di nazismo e comunismo vengono equiparate. Alla sua disamina non poteva certo mancare la strage di Vergarolla, avvenuta sulla spiaggia di Pola domenica 18 agosto 1946, allorchè esplose una catasta di mine disattivate che si trovava in fondo all’arenile ove la Società Nautica Pietas Julia aveva organizzato le qualificazioni istriane della Coppa Scarioni. Tra le famiglie che avevano riempito la spiaggia ci furono almeno 100 morti, un terzo dei quali bambini, ma solamente 64 salme furono identificate, talmente l’esplosione aveva polverizzato i corpi delle altre vittime.
Le indagini delle autorità britanniche (Pola faceva parte assieme a Gorizia e a Trieste della Zona A sotto amministrazione militare angloamericana in attesa che la Conferenza di Pace definisse il nuovo confine) appurarono che l’esplosione non fu accidentale, bensì provocata, ma non venne individuato un responsabile. Vox populi vox dei, i polesani pensarono subito ad artificieri afferenti all’OZNA, la polizia segreta della nascente Jugoslavia comunista che già aveva fatto sparire centinaia di persone durante i 40 giorni di occupazione nella primavera 1945. Ecco perchè quando fu certa l’annessione della città dell’arena alla Jugoslavia, 30.000 abitanti su 32.000 preferirono l’esilio alla permanenza sotto una dittatura capace di simili crimini.
Fertilio ne ha parlato sul suo canale YouTube con Anna Maria Crasti, esule istriana e Consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.
