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Medioevo triestino trilingue (Il Piccolo 11 apr)

Raccontare la storia della Trieste del Medioevo in dialetto triestino, in italiano e in sloveno «per unificare i vari aspetti della comunicazione tra le genti di lingua diversa, che abitano lo stesso territorio». È questo lo scopo di «Int’el Satul de la Storia», libro di storia locale, destinato in principal modo alle fasce giovanili, scritto da Edda Vidiz e Renzo Arcon e che sarà distribuito gratuitamente nelle scuole della provincia, mentre potrà essere acquistato in libreria.

Attraverso un breve excursus su alcuni degli episodi salienti della storia medioevale tergestina, questo libro «si fa precursore – hanno spiegato gli autori – di una vera e propria operazione di confronto tra le tre principali espressioni linguistiche delle terre giuliane. In particolare a Trieste dove la storia si porta dietro leggende e tradizioni antiche, il dialetto triestino è rimasto, come ai tempi dell’Emporio, il linguaggio usato da tutti, dagli italiani ma anche dalla minoranza slovena e dalle altre etnie, confluite in città».

Scorrendo il libro, arricchito da disegni e fotografie, che si alternano a brevi testi riferiti a specifici episodi della vita triestina del Medioevo, si rispolverano significativi momenti delle vicende della città. I testi di «Int'el Satul de la Storia» sono parte integrante del progetto «Incontro con i giovani: la nostra storia più viva e meno conosciuta», elaborato da Edda Vidiz e Renzo Arcon, rappresentanti dell’Associazione culturale Tredici Casade, che da anni si occupa dell’approfondimento delle vicende della città, allestendo mostre e organizzando convegni, con la collaborazione del Centro servizi volontariato.

Gli autori collaborano da oltre dieci anni con le «Tredici Casade» per portare alla conoscenza del grande pubblico le vicissitudini della più antica storia locale. La prefazione del libro è stata curata dal consigliere regionale del Pdl Piero Camber, che si occupa anche di identità linguistiche, nell’ambito delle proprie competenze culturali, di sport e istruzione. Camber è presentatore e primo firmatario della proposta di legge per la «Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico dialettale e culturale del Friuli Venezia Giulia». In essa si afferma che «tutelare oggi i dialetti e le parlate locali significa garantire pari dignità e possibilità di espressione a una pluralità di forme espressive, senza ledere l’ormai acquisito patrimonio linguistico e culturale derivante dalla nostra lingua italiana». (u. s.)

 

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