Marrazzo: la memoria non è di parte (con foto)

Un monumento ai caduti delle Foibe è stato inaugurato a Roma alla presenza di Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio, di Walter Veltroni, Sindaco di Roma e della Vicepresidente della Camera dei Deputati, Giorgia Meloni. L'opera, creata dal maestro Giuseppe Mannino, si trova nel piazzale delle Vittime delle Foibe Istriane, nel XII Municipio.

La cerimonia, organizzata dall'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia in occasione della Giornata del Ricordo, è proseguita nella vicina Chiesa di San Gregorio Barbarigo con una serie di interventi delle autorità che hanno preso parte all’iniziativa. Il presidente Marrazzo ha citato le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha definito “tardivo” il ricordo delle sofferenze e della tragedia vissuta dalla comunità giuliano-dalmata e poi ha aggiunto che la memoria "non può più essere oggetto di una politica di parte. Non c'è dittatura che possa essere giustificata perché l’altra faccia di quelle dittature sono le persone morte”.

Marrazzo ha sottolineato, tra i problemi ancora irrisolti per gli Esuli, quello dell'indicazione dei luoghi di nascita, che nella loro burocratica ingiustizia offendo la loro coscienza di italiani.

Il Presidente ha voluto quindi sottolineare il dolore degli istriani, dei giuliano-dalmati, ma anche delle comunità ebraiche “perché il bene alberga dove ci sono dei custodi e dei difensori del bene e il dolore può essere condiviso ma resta di chi ha sofferto, mentre la memoria deve essere comune e non può rimanere chiusa nell'alveo della famiglia".  Ha quindi concluso: "Se non ci fossero stati gli esuli a fuggire da quelle terre oggi noi non avremmo questa memoria. Lo sa chi è entrato in quelle famiglie: chi ha ascoltato il loro ricordo e ha sentito palpitare le ultime ore dei caduti. Alle istituzioni spetta il compito di guidare e tenere unita la comunità e quel monumento che abbiamo inaugurato, oltre ad unirci, deve farci ricordare e riconoscere quei morti come martiri della nostra identità di Paese forte, vivo e solidale”.

 

 

(foto Univertical Marchiolli)