Makarska, elettrodotto causa del maxi-incendio (Il Piccolo 24 set)

SPALATO Un incubo. È stato definito così il rogo che da venerdì a domenica pomeriggio ha terrorizzato la cittadina turistica di Makarska, nella regione di Spalato (Dalmazia), riducendo in fumo circa 800 ettari di pineta e svariati oliveti.

Si è trattato del più grande incendio boschivo del 2008 nella regione adriatica e, solo grazie agli sforzi sovrumani di 450 vigili del fuoco, non ha provocato vittime o feriti tra la popolazione civile. Nessun ferito neanche tra le centinaia di soccorritori, che hanno avuto il supporto degli appartenenti alle forze armate e degli abitanti del posto, che hanno rifiutato di essere evacuati per difendere i loro averi.

Secondo il comandante dei pompieri della Regione di Spalato, Drazen Glavina, le fiamme sono state originate dalle scintille sprigionatesi da un elettrodotto, a loro volta causate dal vento di bora che ha spazzato l’area di Makarska. È stato proprio il vento, con raffiche fino a 150 chilometri orari, a complicare terribilmente l’operato dei vigili del fuoco, impedendo anche il decollo dei velivoli antincendio. Sabato, non appena la bora è calata, si sono levati in volo un canadair, tre elicotteri e cinque air tractor, sconfiggendo le fiamme che stavano minacciando la cittadina dalmata di 15mila abitanti.

Venerdì sera, temendo il peggio, le autorità locali avevano fatto intanto evacuare gli abitanti di Veliko Brdo, sobborgo di Makarska, e anche un gruppo di 200 turisti (in prevalenza polacchi), i bungalow dei quali erano ormai lambiti dalle lingue di fuoco. I villeggianti sono stati sistemati in un ostello della Croce rossa, ma anche in quella struttura – nonostante fosse in pieno centro – hanno esternato ansia e paura, temendo che il rogo potesse arrivare fino a lì. Non pochi i vacanzieri, inoltre, sono fuggiti a bordo di auto, camper e moto, ma anche su natanti salpati verso attracchi più sicuri. Solo domenica pomeriggio tutti gli evacuati hanno potuto fare ritorno alle loro case, mentre nella zona è stata ripristinata l’erogazione elettrica e idrica.

Intanto, mentre si va facendo la stima dei danni (ridotta in cenere una splendida pineta e alcuni oliveti), il comandante nazionale dei vigili del fuoco, Mladen Jurin, ha parlato del più complicato incendio degli ultimi anni in Croazia: «Abbiamo avuto a che fare con una bora impetuosa – ha detto – e le fiamme si sono riversate come dei rivoli in zone abitate, rendendo particolarmente complessa l’opera di spegnimento, portata comunque a buon fine e senza feriti. Ora vanno stabilite le cause, anche se tutto lascia supporre che siano state provocate dalle scintille dell’elettrodotto Kraljevac-Makarska».

Nonostante il fuoco sia stato completamente domato, circa 140 pompieri sono rimasti a vigilare attorno alla vasta superficie bruciata, per impedire che le fiamme possano riprendere vigore. Il sindaco della località dalmata, Marko Ozic Bebek, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alle operazioni di spegnimento. «Hanno letteralmente salvato Makarska da una situazione che stava diventando catastrofica, allontanando morte e distruzione».

Andrea Marsanich