Lubiana scrive a Roma: no al rigassificatore (Il Piccolo 31 ott)

La costruzione del rigassificatore a Zaule per la Slovenia resta una soluzione inaccettabile. Lo ha ribadito ieri il ministro sloveno dell'ambiente Janez Podobnik nella lettera inviata al ministro italiano dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Stefania Prestigiacomo.

Nel documento, Podobnik ha riassunto i risultati dello Studio di valutazione dell'impatto transfrontaliero del progetto della Gas Natural sul rigassificatore nel comune di Muggia. Si tratta di un’analisi effettuata da esperti sloveni sulla base della documentazione fornita la scorsa primavera dall'Italia. Gli esperti ritengono che l'impatto ambientale transfrontaliero sarebbe rilevante, per cui nello studio si esprime parere negativo in merito al progetto.

È ancora in fase di preparazione, invece, lo studio sull'impatto ambientale transfrontaliero dell'altro progetto di rigassificatore nel golfo di Trieste, quello per il terminal off shore, in mezzo al mare. Il ministro sloveno ha comunicato che dei risultati dello studio informerà anche la parte italiana della commissione tecnica mista italo-slovena, costituita lo scorso settembre proprio per seguire i passi fatti nella direzione della realizzazione dei rigassificatori.

Janez Podobnik è alla fine del suo mandato, ma è poco probabile che la posizione slovena cambi con la costituzione del nuovo governo. Contro i rigassificatori nel golfo di Trieste si sono espressi negli ultimi anni sia la politica locale (non solo il Consiglio comunale di Trieste, ma anche quelli di San Dorligo della Valle e Muggia) sia gli ambientalisti sloveni, oltre alle autorità locali delle città della costa slovena.

Si temono infatti ricadute transfrontaliere sull'ambiente, con pesanti conseguenze per il turismo e la pesca. Il terminal off shore – sempre secondo chi contesta gli impianti – porterebbe necessariamente alla violazione delle norme internazionali sulla navigazione sicura.

Poche settimane fa il presidente della Commissione interministeriale slovena per i rigassificatori, Marko Starman, aveva auspicato l'adozione di strategie e programmi comuni per l'Adriatico, e l'individuazione di siti e tecnologie conformi ai criteri ecologico–ambientali. Realizzare progetti condivisibili di impianti energetici nell'Alto Adriatico è possibile, sostengono a Lubiana, ma un rigassificatore nel golfo di Trieste, così come è concepito, non è la soluzione giusta.

Da Roma non è arrivato ancora alcun commento ufficiale sulla lettera inviata da Podobnik: non è stato possibile fino a tarda sera contattare il sottosegretario triestino all’Ambiente, Roberto Menia, a causa dei suoi impegni istituzionali.

Nessuna replica sulla questione è giunta nemmeno da Gas Natural. Dalla sede italiana del colosso spagnolo dell’energia hanno fatto sapere solo come continui l’attesa per la decisione congiunta sul progetto da parte dei ministri Prestigiacomo (Ambiente) e Bondi (Beni culturali), che dovrebbe arrivare – questo è l’auspicio della società – a fine novembre. Gas Natural, in ogni caso, conferma la propria convinzione relativamente alla bontà del lavoro svolto per quanto riguarda gli approfondimenti e la documentazione presentati a Roma. E, per fornire il quadro informativo più preciso possibile ai cittadini, ha deciso di pubblicare sul proprio sito (www.gasnaturalitalia.com) gli studi integrativi dell’impatto ambientale legati al progetto del rigassificatore di Zaule.