L’opera di Miotto presentata a Spalato (Voce del Popolo 24 ott)

SPALATO – Diverse le iniziative promosse dalla Comunità degli Italiani di Spalato nell'ambito dell'ottava edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo, in corso dal 20 al 26 ottobre 2008: corsi di lingua italiana, conferenze, incontri letterari e altre iniziative avviate dal sodalizio. Ricordiamo che il tema centrale dell'evento è la "piazza", intesa come luogo di storia delle tradizioni linguistiche italiane, dalla loro fioritura dialettale fino all'italiano come lingua nazionale. E proprio questi elementi storici fanno si ritrovano quasi in modo ideale in quella particolare cornice che offre la città di Diocleziano e che la locale Comunità degli Italiani ha saputo e voluto conservare nel contesto linguistico italiano durante la propria tormentata storia. La CI, dunque, continua quella missione storica avviata secoli fa, basti citare lo Statuto della Città di Spalato del 1312: promuovere e garantire la diffusione dell'italiano nel mondo.

Va detto innanzitutto che ha preso il via, nei giorni scorsi, il secondo semestre dei corsi ampliati di lingua italiana nella sede della CI dalmata. Inoltre, in collaborazione con l'Unione Italiana e l'Università Popolare di Trieste, il prof. Enrico Lucchese, specialista di storia dell'arte (Università degli Studi di Trieste) ha illustrato un argomento che ha suscitato vivo interesse tra i connazionali spalatini: "Una proposta dalmata per Mattia Bortoloni, pittore del Settecento veneziano". Lucchese ha spiegato gli scambi culturali nel XVIII secolo tra le due sponde dell'Adriatico prendendo come esempio la pala di Sant'Antonio che si trova nella chiesa del Santo omonimo, sull'isola dalmata di Selve (Silba), che ha analizzato magistralmente.

Il dott. Mladen Čulić-Dalbello si è soffermato invece sullo spalatino Luigi Miotto, letterato italiano, autore, tra l'altro, di un vocabolario del dialetto veneto-dalmata contenente circa cinquemila parole dialettali trattate in un contesto fraseologico, con proverbi, modi di dire, canzonette popolari, e ricette di cucina. Miotto, appartenente all'antica famiglia italiana di Spalato, attualmente vive a Trieste. Assieme a Enzo Bettiza, è il più noto scrittore spalatino di lingua italiana. È la prima volta che, dopo la seconda guerra mondiale, la sua opera letteraria viene presentata nella sua città natia. Dalbello ha citato i saggi eruditi dello scrittore, saggi che rappresentano la meditazione intima e pensosa che caratterizza tutta la sua produzione: un messaggio nobile, privo di ira e di odio, e che invece invoca gli echi lontani permeati di umanesimo. "Miotto ricorda una Dalmazia che, purtroppo, rischia l'oblio e che potrebbe, appassire come splendido fiore fra le pagine dei libri", ha concluso Delbello.

La prof.ssa Laura Savazzi ha arricchito questo itinerario culturale e linguistico della Settimana della lingua italiana a Spalato con proprie poesie, versi versi delicati, emotivi, nella lingua di Dante, che ha dedicato alla città di Spalato. Infine, il prezioso ricercatore Carlo Cetteo Cipriani dell'Associazione Nazionale Dalmata di Roma, con la sua conferenza, "Il terremoto di Messina del 1908", ha saputo sottolineare la sensibilità dei dalmati italiani durante quelli momenti drammatici, in cui quasi tutte le organizzazioni dalmate italiane mandarono aiuti in Sicilia.

Romana Giacomi-Borić