L’impatto delle AM-Lire nell’Italia del dopoguerra

26.05.2026 – Mercoledì 27 maggio presso la sede del Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (via Duccio di Boninsegna, 21-23 – zona “Pagano” e “Buonarroti” – Metropolitana 1 Rossa) si svolgerà il consueto incontro settimanale che avrà stavolta per argomento  un aspetto poco conosciuto, ma che ebbe grande impatto sulla vita economica e politica di quella parte d’Italia occupata dalle truppe alleate in lenta avanzata dal luglio 1943 all’aprile 1945: l’emissione delle AM-Lire (Allied Military lira), valuta che avrebbe poi avuto corso legale nell’Italia intera alla fine del conflitto.

«Gli Alleati stamparono enormi quantità di AM-lire (circa 167 miliardi in due anni) senza alcuna copertura reale anticipa Claudio Giraldi, Presidente dell’ANVGD Milano – L’obiettivo dichiarato era proprio quello di generare inflazione per punire l’economia italiana. Al termine del conflitto, le AM-lire non scomparvero. La neonata Repubblica Italiana fu costretta a ritirarle dalla circolazione a proprie spese, emettendo titoli di Stato per coprirne il valore, il che contribuì ad aumentare il debito pubblico nazionale. Ma la vicenda non va letta solo in chiave economica ma anche in chiave politica. L’Italia, come paese sconfitto, si trovò in una posizione di debolezza: le trattative del dopoguerra dimostrarono come la gestione della valuta e dei rimborsi fosse usata come leva di pressione dagli Alleati, in particolare per ottenere il pagamento dei rifornimenti civili (cibo, ecc.) forniti durante l’occupazione. In sintesi si trattò di un forte strumento di controllo economico e politico».

 

 

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