Libero – 090208 – L’accordo segreto fra partigiani e titini

MARCO PIRINA.

Domani siamo chiamati a celebrare, con una legge dello Stato, la "Giornata
del ricordo", dedicata alla tragedia delle foibe e dell'esodo e mi sento
chiedere nei convegni e negli incontri con gli studenti come mai il
"silenzio dei vivi" abbia soffocato per oltre cinquant'anni il ricordo degli
orrori e delle tragedie del nostro confine orientale.

Oltre 20 mila scomparsi, dei quali quasi 5 mila – secondo i dati del Governo
militare alleato – finiti nelle foibe, voragini di origine carsica riempite
dei corpi di uomini  e donne  rei di essere italiani, vittime di un progetto
di pulizia etnica unito al disegno del comunismo intemazionalista di Stalin
(condiviso dai compagni" italiani).

Un disegno che siamo in condizione di provare nei suoi passaggi
fondamentali: gli accordi segreti, i cedimenti inconsapevoli del CLNAI,
l'eliminazione dei nemici, come i partigiani dell'Osoppo, a Porzus il 7
febbraio 1945,
o dei militi del Reggimento "Tagliamento , i bersaglieri del "Mussolini" e i
marò della Decima MAS .

Un disegno perseguito con tenacia ed ambiguità dal Pci e da Palmiro
Togliatti, grazie alla complicita' di alcuni padri della patria, che
vendettero la sovranità nazionale e condannarono ad un esodo senza ritorno
oltre 350 mila uomini e donne.

Già nell'ottobre 1942, come riferito dallo storico Tone Ferenc, professore
universitario sloveno, nel saggio "La capitolazione   dell'Italia.   Maror
1967",    «eminenti personaggi friulani trattavano con gli sloveni per la
creazione di formazioni militari unificate… poi nell'ottobredel 1943,
convocato dai partigiani veneti, Urban Vratusa, futuro ministro della
Repubblica federativa di Iugoslavia, formò a Vicenza la Missione slovena,
con
compito di stipulare accordi militari tra i  partigiani comunisti del nord
est ed il IX  Corpus sloveno del maresciallo Tito».

La Missione slovena "Berto", come da documento dello stesso
Vratusa,(prot.2269/77), incontrò Luigi Longo,
Ferruccio Parri, Leo Valiani, Mario Lizzero e riuscì, dopo un lungo
colloquio diplomatico, a ottenere l'approvazione per questo progetto dal
CLNAI. Un progetto tenuto segreto per decenni e riportato alla luce, dopo
lunghe ricerche solo ora.

Nel documento (datato 17.7.1944) il CLNAI riprende atto con
soddisfazione degli accordi stipulati tra il Comando  Generale delle Brigate
Garibaldi ed il Comitato del IX Corpo d'Armata dell'Esercito di Liberazione
Nazionale Jugoslavo.

L'accordo determinerà il passaggio delle divisioni garibaldine comuniste
Natisone e Triestina nel IX Corpus e – la creazione di un Comando
paritetico, costituito da due Comandanti militari, di uno italiano
("Sasso"Mario Fantini) e due Commissari politici, di cui uno italiano,
("Vanni" Giovanni Padoan, coinvolto nel processo di Porzus e scomparso ai
primi di gennaio di quest'anno), e darà il via libera ai gappisti di Mario
Toffanin, della federazione del Pci di  Udine per compiere la strage dei
partigiani osovani, a Porzus e a Bosco Romagno.

Quello che successe in seguito lo conosciamo: migliaia di uomini e donne
italiani, percossi, seviziati, infoibati,
e fatti sparire, trascinati nei campi di di Borovnica, Lepoglava, Maribor,
Skofia Loka, Aidussina, aperti -fino al febbraio del 1950. Tutta la
documentazione, decine di fogli ingialliti, è  stata pubblicata nella
ristampa del vo-
lume "Sognare una Patria" edito dal Centro Studi e Ricerche Storiche
Silentes Loquimur di Pordenone.

E poi 350 mila esuli, privati con la violenza dei loro beni e del loro
futuro.
Una storia vergognosa, sancita da un vergognoso trattato di pace: un ricordo
che non può appartenere solo agli istriani, ai fiumani, ai dalmati ed ai
giuliani, ma che resta una pagina poco co-
nosciuta a causa degli aspetti rimossi nel silenzio dei vivi e dei
vincitori.

Direttore del Centro Studi e ricerche " Silentes Loquimur "
di Pordenone