Le istituzioni su P.Rocchi: “testimonianza del popolo giuliano-dalmata”

Continuano a giungere alla Sede nazionale ANVGD messaggi di apprezzamento per la recente opera biografica sulla vita di Padre Flaminio Rocchi.

Nei giorni scorsi erano intervenuti il Ministro degli Affari Esteri Massimo D’Alema (http://www.anvgd.it/index.php?option=com_content&task=view&id=910&Itemid=111), il Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli con un lungo e articolato intervento (http://www.anvgd.it/index.php?option=com_content&task=view&id=891&Itemid=111).

Sono giunti nel frattempo i messaggi del Sottosegretario agli Interni Marcella Lucidi, il Sindaco di Milano Letizia Moratti, l’On. Pier Ferdinando Casini, l’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il Direttore de “L’Osservatore Romano” Mario Agnes, l’On. Roberto Menia (che ha sempre avuto un particolare feeling col Frate degli Esuli), l’On. Gianfranco Fini, il Presidente della Commissione Esteri della Camera Umberto Ranieri, il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza (“mi darà l’opportunità di approfondire la conoscenza del Frate, emblema delle sofferenze e delle traversie del popolo dell’Esodo”), il Sen. Carlo Pegorer, il Sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello ("grazie all'Anvgd a cui dobbiamo una preziosa opera di testimonianza sulle traversie di un popolo e sulle ragioni della coesione culturale e spirituale della comunità giuliano-dalmata"), il Sen. Antonio Maccanico ("Ho viva nella memoria e ancora suscitano nel mio animo commozione gli incontri che ho avuto con lui"), il Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan ("un libro denso di riflessioni sulla sofferenza della comunità giuliano-dalmata, vista anche attraverso l'esperienza di vita di una grande personalità come quella di Padre Rocchi").

Fa sentire la sua voce anche Walter Veltroni, Sindaco di Roma, che parla del Frate degli Esuli “la cui vita e la cui azione possono essere testimonianza del popolo giuliano-dalmata, delle sue vicende tragiche, ma anche del suo carattere. Una vita per approfondire ciò che per troppi anni, colpevolmente, è stato taciuto.” Passando ai temi del Giorno del Ricordo, Veltroni esprime la sua posizione: “Adesso che finalmente si è cominciato a parlare e a ricordare, adesso che finalmente possiamo riscrivere per intero la storia del nostro Novecento, credo debbano essere tante le parole sulla tragedia che vissero quelle famiglie.” Il Sindaco di Roma si sofferma poi sulla numerosa comunità giuliano-dalmata della capitale, affermando che la città “è orgogliosa di avere, all’interno della propria comunità, cittadini che proprio da quelle terre hanno origine e che scelsero la nostra città come meta finale del loro dolorosissimo esodo. Ne conosciamo l’operosità, il grande senso civico e la grande dignità. Sono romani portatori di una cultura del ‘fare’ che ha costituito un innesto prezioso per tutta la collettività.” Veltroni conclude tornando sulla figura di padre Rocchi, “il cui percorso umano e pastorale sono un esempio significativo della sua gente”.