05.01.2026 – La Carta di Fiume – Decalogo Europeo per il Patrimonio Culturale rappresenta un passaggio chiave nel percorso di cooperazione culturale per fare Europa nel Nordest Adriatico.
Il Patrimonio Culturale è un bene vivo, condiviso, capace di generare relazioni, futuro e responsabilità collettiva.
In continuità con la Convenzione di Faro, la Carta di Fiume afferma una visione europea fondata sulle comunità e sulla partecipazione.
PERSONE E DIRITTI
Il Patrimonio Culturale, afferma la Carta di Fiume, vive nelle persone. È un diritto culturale e un dovere collettivo. Questa visione sposta l’asse dall’oggetto alla comunità, dalla tutela alla partecipazione. È la stessa logica che anima progetti culturali capaci di parlare un linguaggio semplice ed efficace quello della Serenissima, dove la storia comune dell’Adriatico diventa spazio di dialogo e riconoscimento reciproco.
EDUCARE ALL’EUROPA
L’educazione è la leva strategica del Decalogo Europeo per il Patrimonio Culturale. I patti tra le scuole, con il supporto delle Comunità dell’Unione Italiana, siglati a Fiume indicano una direzione chiara, cioè il patrimonio è uno spazio educativo europeo, in cui i giovani imparano a leggere il passato per abitare il futuro. In questo contesto gli obiettivi di sostenibilità Agenda 2030 non sono un quadro astratto, ma una pratica quotidiana di cittadinanza attiva.
RETI E TERRITORI
La Carta di Fiume rafforza il ruolo delle reti adriatiche come laboratori di cooperazione transfrontaliera. Cultura, sostenibilità e sviluppo territoriale si intrecciano in una visione che supera i confini amministrativi e costruisce alleanze tra istituzioni, comunità e mondo educativo. Il patrimonio diventa leva di sviluppo umano e sociale.
INIZIATIVE 2026
Il Decalogo trova traduzione operativa con alcune iniziative già avviate per il 2026 che indicano la rotta culturale fino al 2030. “Carpaccio 500” invita a rileggere un maestro europeo veneziano come patrimonio condiviso. Il ciclo di mostre “Serenissima Patrimonio Culturale dal Veneto all’Istria, in Dalmazia, Quarnero e Venezia Giulia” è previsto a Gorizia, Fiume e Lussino.

DECALOGO “CARTA DI FIUME”
Il Documento è stato sottoscritto il 6.5.2025 a Palazzo Modello di Fiume da Engim Veneto, SMSI Rovigno, SMSI “Dante Aliglieri” Pola, ISIS “D’Annunzio Fabiani” Gorizia, CI Pola, Ci Rovigno, CI Fiume, CI Lussinpiccolo, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Europa Adriatica Nordest.
Decalogo Europeo per il Patrimonio Culturale
- La persona al centro
Ogni persona ha il diritto di partecipare alla vita culturale e di godere del Patrimonio Culturale trasmesso da chi ci ha preceduto. - Il patrimonio è una risorsa viva
Non è solo da conservare: il Patrimonio Culturale è una forza che può far crescere le persone, le comunità e l’economia in modo sostenibile. - Responsabilità condivisa
Il Patrimonio Culturale appartiene a tutti: cittadini, istituzioni, comunità e imprese devono collaborare per proteggerlo e valorizzarlo. - Comunità patrimoniali attive
Le persone che riconoscono valore in un bene culturale devono essere protagoniste nel custodirlo e tramandarlo alle nuove generazioni europee. - Valore nella diversità
Il Patrimonio Culturale è ricco perché è diverso: va tutelato per favorire il dialogo e il rispetto tra culture facendo tesoro degli errori del passato. - Educazione al Patrimonio
Scuole e formazione continua devono aiutare a conoscere, capire e amare il Patrimonio Culturale, fin da piccoli. - Uso sostenibile
Il Patrimonio Culturale va utilizzato in modo responsabile, evitando che venga sfruttato da pochi per scopi di solo lucro o, peggio, danneggiato e strumentalizzato a fini ideologici. - Accesso per tutti
Il Patrimonio Culturale deve essere accessibile a tutti, con particolare attenzione a giovani, anziani, minoranze e persone fragili. - Partecipazione attiva
I cittadini non sono spettatori: sono chiamati a essere protagonisti della cura e della promozione del Patrimonio Culturale. - Memoria e futuro
Conservare il Patrimonio Culturale significa dare radici al nostro presente e speranza al nostro futuro europeo.
Fonte: Europa Adriatica Nordest – 04.01.2026
