21.06.2026 – 109 Centri Raccolta Profughi è la cifra ufficiale che racconta l’accoglienza improvvisata dall’Italia di fronte all’emergenza umanitaria rappresentata dai 300.000 istriani fiumani e dalmati che in diverse ondate e modalità prosciugarono la comunità italiana autoctona dell’Adriatico orientale di fronte alle violenze degli apparati della dittatura di Tito ed all’annessione delle loro terre di origine alla Jugoslavia comunista.
CRP ma non solo, ci furono città di fondazione rimaste incompiute che furono vitalizzate dall’arrivo di decine di famiglie istriane, villaggi operai che furono “occupati” da nuclei famigliari giuliano-dalmati, storie di accoglienza e di diffidenza, episodi di ulteriore abbandono ed emigrazione, insediamenti recuperati e ben conosciuti ed altri rimasti obliati dalla memoria locale e di chi fu costretto a soggiornarvi.
In questo arcipelago di storia e memoria si inserisce il progetto Atlante dei centri di raccolta dei profughi giuliani e dalmati (https://www.reteparri.it/esodiprofuganzeww2/), promosso da Istituto Nazionale Ferruccio Parri e Consiglio Nazionale delle Ricerche – Dipartimento di Scienze umane e sociali, patrimonio culturale (CNR-DSU), in collaborazione con la rete degli istituti associati alla Rete Parri e la Società di Studi Fiumani – Archivio Museo storico di Fiume (Roma). Il coordinamento scientifico è a cura di Maurizio Gentilini (CNR) e Paolo Pezzino (Istituto nazionale Ferruccio Parri), mentre la ricerca è stata svolta da Costantino di Sante (Università degli studi del Molise) ed Enrico Miletto (Università degli Studi di Torino). Proprio quest’ultimo ha illustrato il portale in una videoconferenza organizzata dal Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.
