La Voce del Popolo – 290108 – Statuto dell’Istria: salvo il bilinguismo

ZAGABRIA – Lo Statuto della Regione istriana è conforme alla Costituzione
della Repubblica di Croazia. Lo ha sancito la Corte costituzionale che dopo
ben sei anni ha respinto il ricorso che un gruppo di cittadini aveva
presentato nei confronti di sei articolo dello Statuto. Nella denuncia erano
state messe sul banco degli imputati le norme sull'uso della lingua italiana
accanto a quella croata, sulla cura dell'istrianità, sulla tutela delle
peculiarità culturali e sulle scritte bilingui sul timbro, le tabelle e i
documenti ufficiali della Regione. I giudici hanno sentenziato che "le norme
statutarie non sono in conflitto né con la Costituzione né con le Leggi
vigenti".
La Legge costituzionale sui diritti delle minoranze permette alle Regioni l'uso
delle lingue delle minoranze nazionali accanto alla lingua croata, per cui
questo è possibile anche nei documenti ufficiali, nel timbro e nello stemma.
Facendo così non viene definito il nome della Regione, bensì la Legge sull'uso
delle lingue delle minoranze nazionali in Croazia determina che nelle
Regioni in cui è sancito il bilinguismo è assicurato l'uso della lingua
della minoranza accanto a quella croata.
Il deputato al Sabor della CNI, onorevole Furio Radin, ha commentato che
passa in secondo piano il tempo impiegato dalla Corte costituzionale per
decidere in merito, perché "finalmente la decisione c'è stata. Meglio tardi
che mai. Sul fatto che ogni tanto, per fortuna di rado, qualcuno decide di
mettere in discussione i diritti delle minoranze, meglio non fare commenti".
Soddisfatto della sentenza dei giudici anche il presidente dell'assemblea
regionale Anton Perusko il quale ha detto che lo Statuto è espressione della
volontà delle genti istriane.