La Voce del Popolo – 271107 – Le due minoranze dopo Schengen

TRIESTE – Le prospettive delle comunità minoritarie nazionali, Slovena in Italia e Italiana in Slovenia, dopo l’allargamento dell’area Schengen, sono state oggetto della presentazione del terzo e conclusivo convegno di studi del progetto SAPEVA – Studio, analisi, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale, storico e linguistico delle Comunità nazionali italiana e slovena dell’area transfrontaliera – che si terrà al Kulturni Dom di Trieste sabato, 1.mo dicembre.
L’evento è stato presentato ieri al Circolo della Stampa da Maurizio Tremul, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione italiana, e dal presidente delle SKGZ – Unione culturale economica slovena – Rudi Pavšič, i quali hanno avuto modo di tracciare un bilancio delle progettualità fin’ora portate avanti dalle due minoranze, attraverso un utilizzo mirato dei fondi europei e nell’ottica di una maggior integrazione nazionale e, soprattutto, sovranazionale nell’ambito europeo.
Il convegno di studi conclusivo, intitolato “Le due minoranze dopo Schengen” vedrà la partecipazione, oltre che degli stessi Tremul e Pavšič, di vari rappresentanti del Governo italiano, del Governo sloveno, della Regione FVG, del Comune e della Provincia di Trieste, del Comune di Capodistria, oltre che di vari appartenenti alle due rispettive Minoranze.
Nella seconda parte del convegno, i gruppi di lavoro presenteranno le attività svolte fin’ora, nonché i documenti di sintesi del progetto. A questa giornata parteciperanno anche alcune classi di studenti delle scuole medie superiori delle due Comunità.
Durante la conferenza stampa di ieri sono stati sintetizzati i punti chiave del cammino compiuto fino ad oggi – sia in senso positivo sia in quello negativo –, dalle due entità minoritarie nei confronti delle rispettive nazioni madre. Tremul ha ribadito l’importanza di alcune modifiche statutarie della Regione FVG, dove viene riconosciuta anche la Comunità nazionale italiana in Slovenia e Croazia. “Oltre che in Consiglio regionale, spero che anche il Governo italiano inizi a prendere consapevolezza della nostra esistenza – ha puntualizzato Tremul –. La legge di tutela degli sloveni –ha aggiunto – ha aperto una nuova stagione di confronto per i meccanismi politici che regolano le minoranze. Sarà, quindi, di fondamentale importanza, non solo simbolica, che il nome della Regione FVG diventi multilingue e che, parimenti, il nome sloveno della provincia istro-carsica venga tradotta in futuro anche in lingua italiana”.
Novembre e dicembre, si rivelano, nel complesso, mesi fondamentali per il panorama politico delle due minoranze, che presenteranno i risultato dei vari progetti Interreg che si apprestano ad una conclusione, come Agromin e Mintour. Tra le problematiche che dovranno, invece, essere monitorate, secondo Tremul, c’è la difficile posizione della minoranza italiana in Croazia, che con l’allargamento di Schengen corre il rischio di essere marginalizzata.

Emanuela Masseria