La Voce del Popolo – 160108 – Negoziati a 4 sulla Zona ittica

ZAGABRIA – ''La Croazia non può e non intende rinunciare alla zona di protezione ittica in Adratico''. Lo ha affermato il premier croato Ivo Sanader nella prima intervista rilasciata dopo la riconferma del suo Governo, votata sabato scorso dal parlamento di Zagabria. La zona protetta, ha evidenziato il capo dell'Esecutivo, è entrata in vigore su decisione del Sabor, in conformità alla Convenzione sul diritto del mare del 1992 e in linea con la prassi di tutti i paesi, anche quelli europei, che si affacciano sul mare e che possono proclamare le loro zone di protezione ambientale e di pesca. Resta però il fatto, ha puntualizzato Ivo Sanader, che la Croazia, quale paese che sta negoziando con l'Unione europea, deve discutere di tale argomento con i paesi comunitari vicini e questo è uno dei primi compiti del Governo.
''Noi non possiamo rinunciare alla zona ecologico-ittica, come non lo hanno fatto tanti altri Paesi europei che negli ultimi anni hanno proclamato nei loro mari zone economiche esclusive'', ha spiegato ancora Sanader dicendosi però disposto a ''dei negoziati a quattro'', tra le diplomazie di Zagabria, Roma e Lubiana, con l'appoggio della Commissione europea. ''Insieme troveremo il modo – ha aggiunto – per non rinunciare alla zona di pesca croata, e per eliminare le circostanze che hanno suscitato il disappunto dell'Italia e della Slovenia''.
Il premier croato, pertanto, ha proposto l'avvio immediato di colloqui e consultazioni a quattro, fra Croazia, Slovenia, Italia e Commissione europea, rilevando di voler inviare una proposta ufficiale in tal senso a Bruxelles, a Lubiana e Roma.
Sul tema della ZERP era intervenuto indirettamente, nel suo messaggio di congratulazioni inviato a Ivo Sanader per il suo secondo mandato, il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Durao Barroso, esprimendo l'auspicio che Governo di Zagabria "prenderà tutte le misure necessarie all'inizio del mandato per indirizzare questa ed altre questioni importanti nel processo di adesione alla UE''. Inoltre la settimana scorsa, il premier sloveno Janez Janša, presidente di turno della UE per il primo semestre 2008, ha detto di aspettarsi che il governo di Zagabria risolva questo problema insieme all'Italia e alla stessa Slovenia. Appelli analoghi sono stati rivolti dall'Esecutivo europeo. ''Ci aspettiamo che il Governo croato agisca in linea con l'accordo del giugno 2004 e che la questione venga risolta in uno spirito di collaborazione'', ha affermato la vicepresidente della Commissione UE Margot Wallstrom. Mentre il commissario UE all'allargamento Olli Rehn ha messo in guardia la Croazia sulle ''conseguenze sui negoziati di adesione''.

«Nessuna minaccia da parte slovena

Anche il Ministero degli esteri sloveno ha affrontato ieri il nodo della ZERP rilevando che la Slovenia è disponibile a trattative a quattro sulla zona protetta nell'Adriatico, però attende prima che Zagabria rispetti l'accordo del giugno 2004 e revochi l'applicazione della zona di pesca nei confronti dei paesi comunitari. La Croazia con la legge sulla ZERP, ha dichiarato il dicastero degli esteri di Lubiana, "ha tracciato in maniera unilaterale il confine con la Slovenia", inoltre all'inizio dell'anno ha applicato la zona protetta anche nei confronti dei paesi comunitari e "ha previsto le navi da guerra quale mezzo per la sua attuazione". Soffermandosi sulle dichiarazioni relative alla ZERP rese dal presidente croato Stjepan Mesić alla radio, secondo le quali non è bene che la Slovenia minacci la Croazia, in quanto Zagabria mai ha minacciato Lubiana, il Ministero degli esteri sloveno ha asserito che la Slovenia non minaccia assolutamente, ma solo ripete le posizioni europee sulla necessità del rispetto dell'accordo del 2004.

Le pressioni dei pescatori

Intanto ieri a Sebenico è stato presentato il Comitato incaricato di seguire l'attuazione della zona ittico-ecologica nell'Adriatico, formato dal coordinamento delle associazioni Forum azzurro e dal sindacato dei pescatori della Croazia. Alla presidenza del Comitato è stato eletto Tonči Tadić, i componenti dell'organismo sono il pescatore di Salvore Danilo Latin, Vjeran Piršić della Eko Kvarner, il docente universitario Alen Soldo e il presidente del sindacato dei pescatori Petar Baranović. Il Comitato, ha rilevato Tonči Tadić, è stato costituito quale forma di pressione sul Governo acciocché non rinunci alla ZERP, ovvero non la riduca a una sorta di "spettacolo teatrale a uso e consumo dell'opinione pubblica nazionale".

Dario Saftich