La Voce del Popolo – 120407 – L’antica Roma a Medolino

MEDOLINO – Gli archeologi e gli studiosi di altri profili sono d’accordo nel definire la località di Visola, nei pressi di Medolino, una zona di particolare rilevanza archeologica. Dopo una pausa di alcuni anni, sono ripresi in zona gli scavi e le ricerche archeologiche coordinate dall’Istituto croato per il restauro. Alle stesse, sotto la supervisione di Igor Miholjak, direttore del Centro per l’idroarchelogia, partecipano il Museo archeologico istriano e l’Università “Juraj Dobrila” di Pola. Come affermato da Miholjak, che ieri ha incontrato i giornalisti sul sito, a differenza di quanto è stato negli anni passati, gli scavi si svolgono questa volta sotto il livello marino dove è stato scoperto un molo della lunghezza di circa 35 metri e lungo il quale sono state condotte attente ricerche. Prima di cedere nuovamente la parola a Miholjak, la direttrice del Museo archeologico istriano, Kristina Džin, ha ricordato che gli scavi in superficie riprenderanno entro la prima metà dell’anno, come concordato con il Comune di Medolino che proprio nella penisola di Visola o del Vescovo vuole creare un Parco archeologico.

La storia nascosta dal mare

Come precedentemente sottolineato, grazie alla scoperta del molo sommerso e di un muro costiero costruito con grossi blocchi di pietra, oggi è possibile affermare con certezza che la villa residenziale scoperta anni fa poteva contare anche su di un porto ed una riva, centro di scambio con la capitale Nesazio e con il porto di Pola.
Tornando al molo principale, gli archeologi hanno stabilito che nel corso dei secoli fu ampliato per ben tre volte. Dalla parte orientale del molo, si dirama un muro al cui interno sono racchiusi i resti di diverse pareti divisorie, probabilmente stanze ed edifici di differenti dimensioni. Sfortunatamente, tutt’oggi non è possibile stabilire con precisione la funzione di tali vani nonostante i ricercatori pensino trattarsi di magazzini in funzione del porto. Maggiori dettagli si potranno avere soltanto con ulteriori analisi e ricerche. Comparando quanto ritrovato sulla superficie e quanto sott’acqua è, però, possibile affermare con certezza che il complesso residenziale di Visola, abitato dal I al IV secolo dopo Cristo, fu una località notevolmente ricca.

Quello che gli scavi hanno restituito

Non potendo ovviamente mostrare quanto sommerso dal mare, gli archeologici hanno presentato ai giornalisti quanto riportato recentemente alla luce. Tale compito è stato affidato ad Ida Koncani del Museo archeologico istriano e a Zrinka Ettinger dell’Istituto croato per l’archeologia. I primi referti descritti sono stati i frammenti di una bacinella in ceramica “terra nigra” decorata con rilievi e motivi vegetali del I secolo dopo Cristo. Oltre a ciò è stata trovata una “casserola” (pentola) del II secolo dopo Cristo e originaria del Mar Egeo. Ed ancora, gli studiosi hanno ritrovato numerose ceramiche, frammenti di vetro ed affreschi abbelliti da motivi che entro breve sarà possibile ricostruire. Il ritrovamento più interessante che ha attirato l’attenzione dei ricercatori è stato un ciondolo d’osso stilizzato e di forma fallica, molto probabilmente con un significato apotropaico e magico usato per aumentare la fertilità. Sempre in osso, è stato poi ritrovato un tipico pettine romano usato nel I secolo dopo Cristo.

Villa e sfarzo imperiale

A dimostrazione del fatto che la Villa romana di Visola fosse estremamente ricca e lussuosa, oltre ai citati ritrovamenti, è confermato dai numerosi marmi ritrovati che adornavano l’interno della residenza.
Esperta conoscitrice della storia romana e costantemente impegnata nello studio dei referti archeologici di Visola Vesna Girardi – Jurkić dell’Istituto di ricerche archeologiche Brioni – Medolino ha ricordato che l’antico scrittore romano Amianus in uno dei suoi lavori affermò che la Villa di Visola fu residenza degli imperatori Augusto e Costantino. Per non far restare le parole di Amianus soltanto una leggenda, nel 1995 gli archeologi hanno iniziato le ricerche. I risultati ottenuti hanno così stabilito trattarsi realmente di una grande villa residenziale che nel corso dei secoli ha cambiato proprietari: da Augusto nel I secolo dopo Cristo a Costantino nel IV secolo. Tale tesi è oggi stata ulteriormente confermata e rafforzata dai ritrovamenti idroarcheologici anche se un quadro definitivo di questo lussuoso complesso residenziale si potrà avere soltanto una volta terminate le ricerche. Solo allora sarà possibile stabilita esattamente e con precisione l’architettura degli edifici, la ricchezza, gli elementi decorativi, gli utensili di lavoro e gli oggetti di lusso.
Secondo la ricercatrice, la prima fase degli scavi dovrebbe essere conclusa entro la fine di quest’anno. Per allora è prevista una presentazione completa dei dati che saranno pubblicati in un volume esauriente.

Marko Mrđenović