La verità piace se è di parte (Brescia Oggi 06 ago)

LETTERE

Ho avuto modo di leggere la lettera inviata al vostro giornale dal signor Pier Luigi Fanetti sulle, per lui, verità a senso unico sulle vicende dei Giuliano-Dalmati. Constato che ancor oggi c'è chi ha difficoltà a recepire quello che è successo nell'allora territorio del Regno d'Italia in Istria, Fiume e Zara. La così detta guerra fascista fu una guerra dell'Italia e non dei giuliano dalmati. Noi, ed è bene che il signor Fanetti se lo ricordi, e soltanto noi ne abbiamo subito le conseguenze. Per farlo star tranquillo dovremmo tacere dei nostri morti, molti dei quali a guerra ampiamente finita e per mano di una ideologia, quella nazional comunista di Tito, che voleva risolvere una volta per tutte la complessa situazione di quelle terre di confine che neanche il fascismo, con tutte le sue vessazioni sulla componente slava sia slovena che croata, era riuscito ad abolire. Forse il signor Fanetti si dovrebbe chiedere come mai da quelle terre esodarono la maggioranza degli abitanti, cosa che non era successa con l'avvento dell'Italia dopo la I° Guerra Mondiale, la risposta penso sia la solita: al signor Fanetti piacciono sì le verità, ma quelle della sua parte. Beh, è ora di capire che il dramma dei giuliano dalmati non è una cosa nè di destra nè di sinistra, ma è un dramma dell'intera nazione italiana. Il parlamento italiano nella sua stragrande maggioranza istituendo la Giornata del Ricordo lo ha capito, evidentemente il signor Fanetti ancora no.

Gianclaudio de Angelini VICE PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE PER LA CULTURA FIUMANA, ISTRIANA E DALMATA NEL LAZIO