La strage di Vergarolla, una pagina di storia che emerge dall’oblio

22.08.2026 – La strage di Vergarolla, 18 agosto 1946: la prima nella storia dell’Italia repubblicana.

La strage di Vergarolla: 64 vittime identificate, di cui un terzo bambini, e una ulteriore cinquantina circa ignote, talmente i corpi erano stati polverizzati dall’esplosione della catasta di mine disinnescate raccolte in fondo alla spiaggia polesana e che una mano omicida aveva riattivato (unica certezza delle indagini svolte dalle autorità britanniche).

Questo fardello di cui le Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati si sono fatte carico nel corso di decenni, sta finalmente acquistando visibilità pubblica e riconoscimenti bipartisan. A partire dalle cerimonie che si svolgono a Pola congiuntamente fra istituzioni croate ed italiane, esuli e comunità italiana autoctona.

Bipartisan e condiviso il ricordo di questa tragedia da parte delle istituzioni, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in primis, con una dichiarazione pubblicata sul sito del Governo.

Oggi l’Italia onora la memoria dei connazionali uccisi il 18 agosto 1946 sulla spiaggia di Vergarolla, nella più grave e sanguinosa strage nella storia dell’Italia repubblicana. Una carneficina caduta nell’oblio per decenni e che è stata restituita alla memoria collettiva grazie all’impagabile impegno della comunità italiana di Pola, degli esuli, dei loro discendenti e delle associazioni.

Quello che è successo ottant’anni fa sulla spiaggia di Pola rappresenta ancora oggi un crimine impunito. Decine e decine di civili innocenti – uomini, donne e bambini – vennero uccisi secondo un macabro disegno, mentre assistevano ad una manifestazione sportiva. Mai accertati gli autori, individuati i mandanti, chiarite le finalità. Ricercare la verità rimane la via maestra per rendere pienamente giustizia alle vittime e svelare quello che, ancora oggi, non sappiamo di questa pagina buia del Novecento. Ciò che è certo è che l’eccidio di Vergarolla segnò uno dei momenti più drammatici di quella stagione di violenze, contribuendo in modo determinante alla decisione della maggior parte degli italiani di lasciare Pola e intraprendere la via dell’esodo.

Dal buio abissale di quel massacro emerse la luce di un eroe: Geppino Micheletti, medico dell’ospedale di Pola che continuò ad operare i feriti e i mutilati dell’esplosione anche dopo aver saputo che tra i morti c’erano anche suo fratello, sua cognata e i suoi due bambini, di 9 e 5 anni. Un esempio luminoso di umanità, coraggio e abnegazione, riconosciuto dal Presidente Mattarella con la Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica. Anche nel suo nome e in quello di tutte le vittime di Vergarolla il Governo italiano continuerà il proprio impegno a 360 gradi per custodire e tramandare il ricordo delle complesse vicende legate al confine orientale. Pagine terribili e dolorose, per troppo tempo taciute ma che oggi appartengono alla memoria nazionale ed europea.

[Fonte: Governo italiano. Presidenza del Consiglio dei Ministri]

Il Presidente del Senato della Repubblica Ignazio La Russa ha altresì dichiarato:

Il 18 agosto 1946, sulla spiaggia di Vergarolla, a Pola, una terribile esplosione provocò una strage durante una giornata di festa alla quale partecipavano numerose famiglie e cittadini italiani. Circa un centinaio di persone persero la vita e moltissime altre rimasero ferite. La tragedia che è stata per molto tempo volutamente rimossa, si inserisce nelle complesse vicende che segnarono quelle terre nel secondo dopoguerra, caratterizzate da violenze, divisioni e dall’esodo di gran parte della popolazione italiana. Oggi, a ottant’anni di distanza, è nostro dovere continuare a mantenere viva la memoria di quelle vittime e di quella tragica vicenda, trasmettendola alle nuove generazioni. Ricordarla significa rendere il doveroso omaggio a vittime innocenti e, al tempo stesso, riaffermare il valore della memoria come strumento di conoscenza e verità storica.

Anche quest’anno era presente alle cerimonie svoltesi a Pola la Senatrice Tatjana Rojc, rappresentante della comunità slovena in Italia e sensibile alle tragedie della storia della frontiera adriatica:

Ha un profondo significato, è giusto e meritorio porre un nuovo cippo con i nomi delle vittime note della strage di Vergarolla, come ha fatto il Comune di Pola quest’anno perché dobbiamo ricordare ogni singola storia di quelle vite spezzate. È anche un modo per risarcire almeno in parte la verità e la giustizia che mancano su quel delitto collettivo e chiedere perdono per l’oblio. Dopo ottanta anni la spiaggia di Vergarolla è ancora una ferita aperta nella coscienza della città di Pola e specie degli italiani esuli e rimasti. Perciò di anno in anno ritorno a Pola. E sono ritornata anche quest’anno nell’80° anniversario della tragedia, per onorare la memoria di queste vittime innocenti in una cerimonia profondamente sentita da tutti. Presenti le massime Autorità diplomatiche della Repubblica italiana, il Sindaco e il Vicesindaco di Pola, numerose organizzazioni, tanti amici giunti anche da molto lontano.

Ha partecipato invece alle cerimonie svoltesi a Trieste il Sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze Sandra Savino, la quale ha dichiarato che  «Ottant’anni fa, il 18 agosto 1946, sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, una manifestazione sportiva che aveva richiamato famiglie, giovani e bambini si trasformò in una strage. La detonazione degli ordigni presenti sull’arenile colpì persone inermi riunite per assistere alle gare e segnò profondamente la comunità italiana della città. Oggi il pensiero va innanzitutto alle vittime e alle loro famiglie, a chi perse i propri cari e a chi portò per tutta la vita le conseguenze di quella giornata. Vergarolla – aggiunge il Sottosegretario- appartiene a. lla storia degli italiani dell’Istria e del confine orientale e merita di essere ricordata. Tra coloro che prestarono soccorso ci fu anche il medico Geppino Micheletti, che continuò ad assistere i feriti nonostante la perdita dei propri figli. Una testimonianza – conclude Savino – straordinaria dentro una tragedia che, prima di tutto, ci richiama ai nomi, alle vite e alle famiglie spezzate quel 18 agosto»

Affinchè la tragedia di Vergarolla venga celebrata in maniera ufficiale ed istituzionale, l’On. Nicole Matteoni ha depositato una proposta di legge per istituire la Giornata del Ricordo delle vittime della strage di Vergarolla in data 18 agosto. La deputata di origine istriana ha così ricordato l’80° anniversario della tragedia:

Il 18 agosto 1946, sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, una giornata di festa si trasformò in una delle pagine più tragiche della storia italiana del dopoguerra. Durante le gare di nuoto della Coppa Scarioni, l’esplosione di alcune mine provocò una strage: decine di vittime identificate e oltre un centinaio di morti stimati, in gran parte donne, bambini e civili innocenti.
Quella di Vergarolla non fu una tragica fatalità. Le indagini dell’epoca indicarono che le mine erano state riattivate e innescate: un attentato che colpì una comunità già provata dalle persecuzioni e dall’esodo. Tra gli esempi più alti di umanità resta quello del dottor Geppino Micheletti, che continuò a curare i feriti pur avendo appena saputo di aver perso i suoi due figli. Un gesto che rappresenta il meglio dell’Italia.
Vergarolla è la più grave strage italiana del dopoguerra in tempo di pace. Per troppo tempo questa tragedia è stata relegata ai margini della memoria nazionale. Oggi il nostro dovere è custodire la verità storica, rendere onore alle vittime e trasmettere alle nuove generazioni il ricordo di ciò che accadde. Perché senza memoria non c’è giustizia. E senza giustizia non può esserci una piena riconciliazione con la nostra storia. Onore ai martiri di Vergarolla. Noi non dimentichiamo.

Maurizio Gasparri, Presidente della commissione affari esteri e difesa del Senato e sempre attento alle vicende del confine orientale: «Ricordiamo oggi 80 anni dopo la strage di Vergarolla, avvenuta il 18 agosto 1946. Il Sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, si trova oggi a Pola su invito ufficiale dell’amministrazione cittadina e delle associazioni per prendere parte alle commemorazioni e all’inaugurazione della mostra dedicata al drammatico evento e alla figura del chirurgo eroe Geppino Micheletti. La tragedia di Vergarolla, a Pola, causò un centinaio di vittime e più di 200 feriti. Si tratta della la più grave strage della storia della Repubblica Italiana, inoltre fu un evento accelerò l’esodo del popolo istriano. Oggi il sindaco di Gorizia Ziberna è a Pola e ricorda che il padre lasciò la città a soli 17 anni, abitando proprio nella via in cui si tiene la commemorazione. La presenza di Ziberna, esponente di Forza Italia oltre che sindaco di Gorizia, evidenzia lo spirito con cui oggi tutti i popoli del confine orientale ricordano quella tragica tragica. Che troppi italiani purtroppo non conoscono abbastanza e i cui responsabili non sono stati condannati come la tragedia immane avrebbe imposto. Partecipo idealmente al ricordo, affinché la memoria condivisa sia base per il tempo delle nuova Europa e per un tempo di pace». 

Il Sindaco del capoluogo isontino, Rodolfo Ziberna, ha rilasciato a tal proposito il seguente comunicato:

Oggi, 18 agosto, ricorrono gli 80 anni dalla tragedia di Vergarolla (18 agosto 1946), la più grave e sanguinosa strage della storia della Repubblica Italiana, con oltre cento vittime — tra cui moltissimi bambini — e più di 200 feriti.
Oggi nella mia veste di Sindaco di Gorizia sono a Pola per prendere parte alle commemorazioni ufficiali e all’inaugurazione della mostra dedicata al drammatico evento e all’eroico chirurgo Geppino Micheletti (cugino di Carlo Michelstaedter), il medico che operò per 24 ore di fila tentando di salvare vite pur avendo perso nella strage i suoi due figli piccoli. Un momento di profondo valore istituzionale, storico e personale per la comunità di Gorizia, legata a Pola da un legame indissolubile: il 20% della popolazione goriziana è infatti composto da esuli istriani, fiumani, dalmati e dai loro discendenti. Tra questi anche mio padre, il quale lasciò Pola a soli 17 anni.
Essere qui oggi non è solo un dovere istituzionale, ma un atto verso la verità e verso la storia per decenni taciuta. I vissuti e i dolori di ciascuno sono unici e vanno rispettati. Quello che dobbiamo costruire è il rispetto reciproco e la conoscenza: guardare alla storia dell’altro senza paura e chinarsi di fronte al dolore altrui. Dall’eredità del dolore e dal rispetto della memoria si continua a costruire la vera cooperazione e dimensione europea.

L’Unione Italiana ha contribuito alle celebrazioni organizzando a Pola la serata culturale “La memoria genera il futuro”, su cui ha riferito il quotidiano italofono La Voce del Popolo:

Vergarolla: la comunità unita nel ricordo

 

 

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