La strage di Prozor, un crimine di guerra dei partigiani di Tito

14.04.2026 – Una pagina dimenticata della Seconda guerra mondiale sarà al centro dell’incontro settimanale presso la sede del Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (via Duccio di Boninsegna, 21-23 – zona “Pagano” e “Buonarroti” – Metropolitana 1 Rossa) mercoledì 15 aprile alle ore 17:00.

«Parleremo dell’eccidio di Prozor (nella Bosnia Erzegovina) dove tra il 16 e 17 febbraio del ’43 furono trucidati, per mano dei partigiani comunisti di Tito, 771 soldati italiani del III Battaglione del 259° reggimento della divisione di fanteria “Murge”, tra cui feriti e ufficiali, compreso il colonnello Molteni che comandava il reparto. Prozor è il crimine di guerra più efferato di cui furono vittime militari italiani, prima dell’armistizio dell’8 settembre – anticipa Claudio Giraldi, Presidente dell’ANVGD Milano – Erano soldati semplici, ufficiali, feriti e disamati, arresisi dopo aver fatto il proprio dovere. Furono assassinati dai partigiani comunisti sino all’ultimo uomo, senza pietà alcuna né rispetto per le consuetudini di guerra e le leggi internazionali, di cui il Regno di Jugoslavia era firmatario. L’eccidio, come la strage di Vergarolla, rappresenta una ferita nella storiografia italiana, spesso trascurata o taciuta perché scomoda per la narrazione idealizzata della Resistenza e del rapporto con i partigiani jugoslavi».

Il Colonnello Enrico Molteni, comandante del III battaglione

 

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