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‘La strada degli ulivi’, viaggio nell’Istria di Rumiz (Il Piccolo 27 dic)

Il viaggio a piedi, il pellegrinaggio, il trekking, hanno ormai assunto un valore che va al di là dell’idea di impresa, sportiva o culturale che sia. Adottare le modalità degli antichi viandanti in un’epoca in cui tutti possiamo essere sempre in qualsiasi punto al globo – tanto che gli esperti oggi si interrogano sulla fine del valore bidimensionale delle mappe, annunciando apertamente una “crisi della ragione cartografica” per dirla con il geografo Franco Farinelli -, riscoprire insomma la fatica e i tempi di un lungo spostamento a piedi, diventa contrapposizione di un andare lento e attento all’andare rapido e disattento che un po’ tutti ci accomuna. E in questo senso non è rilevante tanto la distanza coperta negli spostamenti: l’importante è assumere l’abito mentale del viandante, riposizionare i parametri del viaggio – dal bagaglio, all’abbigliamento, alla scelta del percorso – secondo moduli cui non siamo più abituati. A cominciare dal tempo dilatato, ampliato, che aderisce allo spazio percorso in un modo che, per chi è abituato a spostarsi in auto, bici, moto, treno, bus, metropolitana, aereo ecc. non appartiene più all’esperienza diffusa del movimento. E che impone un atteggiamento diverso nei confronti di quanto ci circonda, obbligandoci all’ascolto, all’osservazione e alla riflessione.

 

Ecco perché la traversata compiuta da Paolo Rumiz da un capo all’altro della penisola istriana va letta non come impresa – lo dice l’autore stesso – ma quale racconto di una ri-scoperta. E questo sia per il percorso scelto (l’interno della penisola e non l’affollatissima costa, come nota Paolo Possamai in prefazione ), sia per il racconto in sé, omaggio alla terra d’Istria che grazie alla penna di Rumiz diventa esperienza di un’epica quotidiana, dove contano un incontro, uno scambio di battute, sensazioni ed emozioni suggerite dal paesaggio, persino l’apparizione di un cane aggressivo. È la terra che al camminatore si rivela e si confida attraverso segreti minimi, brevi scarti di senso, spazi inattesi. Com’è sempre avvenuto per ogni viandante. Rumiz, che del viaggio ha fatto la poetica del suo mestiere di giornalista e scrittore, sa come sintonizzare le antenne del narratore in questo trek che unisce quella regione straordinaria che è l’Istria da un capo all’altro, consegnando al lettore quel distillato di emozioni che è garanzia di ogni bel racconto di viaggio. Nella “Strada degli ulivi”, grazie alle giuste varianti e all’apporto degli esperti escursionisti del Cai XXX Ottobre il racconto del viaggio a piedi da Trieste a Capo Promontore passando per il centro della penisola (toccando fra l’altro Montona, Antignana, Canfanaro e avanti per una linea che gli alpinisti potrebbero definire “direttissima”), si trasforma in una vera e propria guida escursionistica per tutti, con una minuziosa descrizione delle tappe, le indicazioni utili, le cartine geografiche con lunghezze, dislivelli e tempi di percorrenza, in modo che le singole tappe possono diventare brevi escursioni a se stanti.

 

Pietro Spirito

   “Il Piccolo” 27 dicembre 2011

 

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