10.11.2025 – Il Trattato di Pace del 10 febbraio 1947 aveva lasciato in sospeso la sorte di Trieste e di una parte dell’Istria, che avrebbero dovuto costituire il Territorio Libero di Trieste, invece si consolidò la demarcazione tra Zona A (Governo Militare Angloamericano) e Zona B (Governo Militare Jugoslavo). Il Memorandum di Londra del 5 ottobre 1954 assegnò finalmente Trieste all’amministrazione civile italiana, mentre nei distretti di Capodistria e di Buie s’instaurò quella jugoslava.
La trattativa bilaterale Roma-Belgrado avrebbe dovuto individuare il confine ufficiale: l’Italia rinunciò a rivendicare la sua sovranità sulla Zona B, cedendola definitivamente alla Jugoslavia col Trattato di Osimo, che fu approvato proprio 50 anni fa, il 10 novembre 1975, nell’indifferenza generale, eccezion fatta per l’opinione pubblica triestina, per le associazioni degli esuli istriani e per l’opposizione della destra missina e di pochi parlamentari dell’arco costituzionale.
Dopo il crollo della Jugoslavia l’Italia avrebbe potuto ridiscutere il Trattato con gli Stati successori, ma nel 1994 le pressioni internazionali convinsero il governo a non porre veti alla domanda slovena di aderire all’UE.

La pubblicazione curata da Eufemia Giuliana Budicin Osimo negli organi di stampa. La negoziazione nel 1974 e l’associazione nel 1994 della Slovenia all’Unione Europea (Serena Editrice, Vitorchiano 2024) illustra i più significativi articoli delle testate nazionali di fronte al Trattato di Osimo e all’eventualità della sua rimessa in discussione. Vengono così evidenziate le prese di posizione di autorevoli firme, dei leader di partito e dei principali quotidiani che hanno influenzato il processo decisionale e tenuto in scarsa considerazione le istanze della diaspora adriatica e gli interessi nazionali.
Ne parleranno martedì 11 novembre alle ore 17:30 presso la sede dell’Associazione delle Comunità Istriane (via Belpoggio, 29/1 – Trieste) il Vicepresidente Vicario dell’associazione Giorgio Tessarolo e la professoressa Donatella Schürzel, ricercatrice e Presidente del Comitato provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che ha promosso tale pubblicazione.

